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martedì 29 Settembre 2026

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Cultura

Il lato nascosto della CIA: un libro svela la burocrazia e i fallimenti del servizio segreto USA

Un libro svela la realtà quotidiana della CIA, tra burocrazia e fallimenti.

Un libro, ufficialmente romanzo, ha svelato il lato meno glamour del servizio segreto USA, mettendo in luce le difficoltà e i fallimenti del programma di infiltrazione sotto copertura. L’autore, un ex agente della CIA, ha trasformato anni di esperienza in una satira feroce, rivelando una realtà distante da quella immaginata. La storia si intreccia con la sua esperienza personale, mostrando come la burocrazia e la mancanza di leadership abbiano impedito a molti agenti di svolgere il loro lavoro in modo efficace.

Un’esperienza reale trasformata in fiction

Il libro, intitolato The Pickle Factory, è stato ostacolato per dodici anni da Washington, prima di poter vedere la luce. L’autore, un ex ufficiale che ha lavorato per oltre tredici anni come agente sotto copertura NOC, ha seguito una procedura formale per la pubblicazione, ma ha dovuto affrontare un lungo viaggio prima di poter rivelare le sue esperienze. Secondo diversi ex membri della CIA, il testo rappresenta bene le difficoltà e i fallimenti dell’intelligence americana.

La burocrazia e la mancanza di leadership

La CIA, come raccontata da Oyken, appare molto diversa da quella immaginata. Le riunioni interminabili, l’attenzione maniacale al budget e il personale che non sembra sapere cosa sta facendo sono solo alcuni degli aspetti che emergono. L’autore ha criticato il programma di agenti sotto copertura, sostenendo che sia antiquato e bisognoso di riforme urgenti. Secondo lui, alcuni dirigenti preferiscono agenti contabili a tempo pieno piuttosto che spie disposte a correre rischi. Un’accusa incredibilmente precisa si riferisce al caso di David J. Rush, un alto funzionario della CIA arrestato per appropriazione indebita di fondi pubblici, compreso il presunto furto di lingotti d’oro per un valore di 40 milioni di dollari. Questo episodio ha reso ancora più evidente la mancanza di controllo e la corruzione interna. L’autore ha anche raccontato come, dopo gli attentati dell’11 settembre, la CIA abbia iniziato a reclutare agenti più giovani e meno preparati, spesso senza un adeguato addestramento.

Un’esperienza di vita e di lavoro

Oyken, entrato nella CIA nel 1996, ha vissuto due fasi molto diverse del programma NOC. Prima degli attacchi terroristici dell’11 settembre, le missioni erano più selettive e mirate. Dopo gli attentati, invece, l’espansione del programma è stata accompagnata da miliardi di dollari di finanziamenti congressuali, ma i risultati sono spesso secondari rispetto a ricevute, spese e gestione del denaro. Il libro racconta anche come, nel 2010, Oyken è stato accusato di irregolarità finanziarie e licenziato, un epilogo che ha dato origine al romanzo.

Non è un caso isolato. Nel 2008, l’ex NOC Ishmael Jones ha pubblicato The Human Factor, un resoconto critico della sua esperienza nel programma senza sottoporlo alla revisione della CIA. L’agenzia lo ha citato in giudizio e nel 2012 un giudice gli ha ordinato di rinunciare ai profitti derivanti dalle vendite future del libro. Nel 2019, invece, l’ex agente sotto copertura Amaryllis Fox Kennedy ha pubblicato Life Undercover, un memoir sulla propria esperienza nella CIA, accompagnato da un’altra controversia sul mancato via libero dell’agenzia.

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