La vendemmia di quest’anno si è svolta con un anticipo record, a causa del caldo estremo che ha messo a dura prova i vigneti del Pordenone e dell’Udine. Le aziende agricole hanno adottato misure inedite per preservare la qualità delle uve, tra cui l’uso di crema solare per creare uno strato protettivo sui grappoli. La stagione ha lasciato un sapore unico, con sentori di stress termico e siccità, ma la produzione si è dimostrata di alta qualità, nonostante le condizioni climatiche avverse.
Anticipo della vendemmia e misure di protezione
La vendemmia è iniziata a metà agosto, con un anticipo di diversi giorni rispetto agli anni precedenti. A causa delle alte temperature e della mancanza di piogge, gli agricoltori hanno adottato strategie innovative per proteggere le vigne. Tra queste, la defogliatura meno aggressiva, che permette una maggiore copertura d’ombra ai chicchi d’uva, riducendo il rischio di scottature. In alcuni casi, come per l’azienda “Russolo”, è stato utilizzato un prodotto simile alla crema solare per creare uno strato protettivo sui grappoli.
Le alte temperature hanno causato una parziale evaporazione dell’acqua, spingendo i titolari a modificare i metodi di irrigazione. La posizione dei vigneti e l’età delle piante hanno giocato un ruolo fondamentale nel determinare la reazione delle vigne al caldo. Le vigne più vecchie, con radici profonde e posizionate in terreni argillosi o calcarei, si sono dimostrate più resistenti al stress idrico.
Produzione in aumento e nuove collaborazioni
Dai dati forniti, la produzione complessiva ha registrato un aumento del 12% tra i vini bianchi e rossi, grazie alla produzione dei nuovi vigneti. Tuttavia, la resa finale uva-vino ha subito un leggero calo del 10%. L’azienda “Pitars”, con 196 ettari di vigneti, ha confermato un buon raccolto, nonostante le condizioni climatiche. A Porcia, invece, la resa è rimasta invariata, nonostante una riduzione del 5% su alcune varietà. Le aziende agricole del territorio stanno anche cercando nuove collaborazioni per espandere la gamma dei loro prodotti. L’azienda “I Magredi” annuncia di voler entrare in società con la “Spumanti Valdo” di Valdobbiadene, per ampliare la produzione di vini spumanti. L’azienda “Russolo” ha chiuso la stagione in pari, con circa 1.500 quintali di uve raccolti su 17 ettari di terreno.
La stagione ha ridefinito i tempi e le strategie di raccolta, con un’anticipazione senza precedenti. Gli agricoltori, come spiega Rino Russolo, hanno visto un salto enorme nel momento in cui la vendemmia inizia, con un anticipo di dieci giorni rispetto all’anno scorso. Il vero problema non è tanto l’anticipo, ma il caldo estremo e la mancanza di piogge, che hanno causato siccità e stress da calore, mettendo a rischio la maturazione dei frutti. Nonostante le sfide climatiche, le uve raccolte si sono dimostrate sane e di alta qualità, come confermano i titolari delle aziende. La combinazione di misure innovative e la natura del terreno ha permesso di ottenere un prodotto finito di grande valore, anche in un anno così complesso.



