Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 30 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

La Chiesa si confronta con l’estrema destra, mentre perde terreno in Europa

Il Papa e la Chiesa si interrogano sull’estrema destra e sull’identità religiosa in Europa, mentre il calo dei fedeli e delle vocazioni si fa preoccupante.

Il Papa, Leone XIV, ha recentemente espresso preoccupazione per l’affermarsi dell’estrema destra in Europa, ma ha anche sottolineato la crescente difficoltà della Chiesa nel mantenere una presenza religiosa significativa nel continente. Mentre la Chiesa cerca di definire i confini tra un cristianesimo autentico e forme di identità politica che potrebbero essere incompatibili con i valori evangelici, si osserva un calo drammatico dei fedeli e delle vocazioni. Questo scenario si colloca in un contesto in cui la Chiesa tedesca, attraverso il documento Völkischer Nationalismus und Christentum sind unvereinbar, ha già espresso una posizione chiara contro il nazionalismo völkisch, considerato incompatibile con il cristianesimo.

Un equilibrio tra identità e universalismo

La Chiesa, pur riconoscendo l’importanza delle appartenenze storiche, culturali e nazionali, non ha mai abbandonato il principio dell’universalità del cristianesimo. Il Catechismo afferma che l’amore e il servizio della patria derivano dal dovere di riconoscenza e dall’ordine della carità. Giovanni Paolo II, parlando all’Unesco nel 1980, ha definito la nazione «la grande comunità degli uomini» unita soprattutto dalla cultura, sostenendo che essa esiste «mediante» e «per» la cultura e possiede una propria sovranità fondamentale. Queste posizioni, tuttavia, non sono state mai interpretate come un sostegno al nazionalismo, ma come un riconoscimento del ruolo delle identità nazionali all’interno del cristianesimo universale.

Un calo preoccupante di fedeli e vocazioni

La situazione in Europa è drammatica. I dati mostrano un calo significativo dei fedeli e delle vocazioni. In Germania, ad esempio, nel 2025 si registrano 19,2 milioni di cattolici, pari al 23% della popolazione. In un solo anno, 307.117 persone hanno lasciato formalmente la Chiesa, mentre gli ingressi sono stati solo 2.269. La partecipazione alla messa domenicale, pur leggermente risalita, riguarda appena il 6,8% dei cattolici. Le parrocchie sono scese da 9.291 a 8.997, e nell’intero Paese sono state celebrate solo 25 ordinazioni sacerdotali. Questi numeri, se osservati storicamente, mostrano una tendenza inesorabile: nel 1970 partecipava alla messa domenicale il 37,4% dei cattolici tedeschi, mentre nel 2024 il dato è sceso al 6,6%. La stessa situazione si osserva in Italia, dove il 39,7% della popolazione dai sei anni in su frequentava un luogo di culto almeno una volta alla settimana nel 1995, mentre nel 2023 la percentuale è dimezzata.

Una Chiesa che perde la capacità di riprodursi

La Chiesa non sopravvive solo grazie a una sede, a un patrimonio artistico o a una posizione riconosciuta nell’ordinamento. Sopravvive se riesce a trasmettere una fede, a generare vocazioni, a mantenere riti condivisi e a costruire famiglie e comunità. In Europa, questa capacità di trasmissione si sta interrompendo. I dati dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae mostrano che tra il 2023 e il 2024 il numero dei sacerdoti presenti in Europa è sceso da 155.091 a 152.608. I seminaristi europei sono diminuiti del 5,48%, rappresentando solo l’11,7% dei candidati al sacerdozio nel mondo, mentre l’Africa ne raccoglie il 34,5%. Le religiose professe in Europa sono diminuite del 3,5% in dodici mesi, a fronte di una crescita del 2,6% in Africa.

Leone XIV, conscio del problema, ha riconosciuto esplicitamente la «riduzione numerica delle comunità» determinata dal calo delle vocazioni. In Italia, la scarsità di candidati è tale che nel 2024 si discuteva di unificare strutture e seminari regionali, descritti come talvolta popolati da «un esiguo gruppo di aspiranti sacerdoti». Questo quadro mette in luce una priorità ecclesiastica che non si concentra solo sulla politica, ma anche sulla capacità di trasmettere una fede viva alle nuove generazioni.

Leggi anche