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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca nera

Corruzione e sfruttamento nei cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari: 20 indagati

Indagini della Guardia di Finanza a Napoli: 20 persone indagate per corruzione e sfruttamento nei cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari.

Un’indagine della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di una ordinanza cautelare nei confronti di 20 persone, tra cui un uomo di Campagna, per corruzione, caporalato e sfruttamento dei lavoratori nei cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari. L’operazione, diretta dalla Procura della Repubblica, ha coinvolto diverse province, tra cui Napoli, Avellino e Benevento, e ha messo in luce un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali, con conseguenze gravi per la gestione dei lavori infrastrutturali. Secondo le indagini, sarebbe emerso un meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti, finalizzato alla creazione di disponibilità di denaro contante, parte del quale è stato utilizzato per le dazioni corruttive. In cambio dei favori accordati, sarebbero stati corrisposti denaro, beni e servizi, tra cui orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze, anche nascosti in confezioni e box natalizi. L’indagine ha anche evidenziato l’impiego irregolare di lavoratori extracomunitari, tra cui alcuni di origine egiziana, sottoposti a condizioni di lavoro particolarmente gravi e degradanti.

Condizioni di lavoro precarie e sfruttamento

Le attività investigative hanno rivelato la presenza di lavoratori in condizioni di lavoro non conforme alle normative. Sono stati segnalati turni protratti fino a 20 ore, violazioni ripetute dei periodi di riposo, corresponsione di retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e inosservanza delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. I lavoratori sono stati sottoposti a metodi di sorveglianza e a situazioni alloggiative del tutto precarie, con irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Le condizioni di lavoro segnalate sono in netta violazione delle normative vigenti.

La Guardia di Finanza ha disposto il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione contestati, finalizzato alla confisca anche per equivalente. Il provvedimento è stato emesso in sede di indagini preliminari e riguarda persone sottoposte alle indagini, quindi considerate presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Indagini su tutta la gestione dei lavori

L’indagine ha interessato tutte le fasi di gestione dei contratti legati alla realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, comprese le tratte ultimate o in fase di realizzazione. Le attività investigative hanno incluso l’affidamento dei lavori, la loro esecuzione e contabilizzazione, i controlli e i pagamenti alle imprese, nonché la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere e la fornitura di calcestruzzo.

Le indagini hanno anche evidenziato l’intermediazione illecita e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con conseguenze gravi per la correttezza dei processi di appalto e controllo. L’operazione ha portato all’emissione di una ordinanza cautelare, con misure diverse per i 20 indagati, tra cui arresti domiciliari, obblighi di dimora e sospensioni dall’esercizio di un pubblico servizio. La Guardia di Finanza ha sottolineato l’importanza di garantire condizioni di lavoro dignitose e la conformità alle normative, in un settore chiave per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. L’indagine rappresenta un ulteriore passo nella lotta alla corruzione e al caporalato, con impatti significativi sulle dinamiche dei cantieri e sull’effettiva tutela dei lavoratori.

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