Palermo è al centro di un’indagine che ha portato all’emissione di 17 misure cautelari, coinvolgendo due medici dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp). L’operazione, condotta sotto il coordinamento della Procura, ha messo in luce un sistema illecito che prevedeva il pagamento di piccole somme per ottenere certificati di morte, necessari per autorizzare il trasporto e la cremazione dei cadaveri. L’indagine, avviata nel 2024, ha portato all’identificazione di 17 impresari funebri, accusati di corruzione nei confronti dei due medici, uno dei quali è in quiescenza.
Un sistema di corruzione in atto
Secondo le indagini, i certificati di morte venivano rilasciati a vista, senza alcun accertamento medico legale, e in cambio di piccole somme di denaro. I due medici, che operano presso l’Asp, sono stati ritenuti gravemente indiziati di corruzione e di falsi ideologici. L’indagine ha rivelato che i funebri si recavano di buon mattino presso le abitazioni dei medici per pagare i certificati, necessari per ottenere le autorizzazioni comunali per il trasporto e la cremazione dei cadaveri. La legge richiede un accertamento medico legale, idoneo a scongiurare eventuali ipotesi di morti violente.
Sequestro di somme e sospensione dei medici
Le autorità giudiziarie hanno disposto il sequestro preventivo di somme di denaro ritenute profitto delle condotte corruttive. Inoltre, i due medici sono stati sospesi per un anno dal pubblico servizio presso l’Asp e dalla professione di medico. L’indagine ha anche portato alla sospensione del collega in pensione, che è stato accusato di corruzione. La Procura ha già emesso 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di imprenditori funebri palermitani, in seguito a precedenti indagini sulle onoranze funebri.
La squadra degli Agenti della sezione Anticorruzione della Squadra mobile di Palermo ha eseguito un’ordinanza del gip del capoluogo siciliano, che ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti dei 17 referenti delle imprese funebri locali. L’indagine, che ha visto l’utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ha permesso di smascherare un sistema illecito che ha coinvolto diversi settori del settore funebre. Le mazzette per certificati di morte hanno messo in luce un sistema di corruzione radicato. L’indagine ha rivelato che i certificati venivano rilasciati senza alcun controllo, a scapito della sicurezza pubblica e della correttezza delle procedure sanitarie. La Procura ha sottolineato l’importanza di un accertamento medico legale per evitare errori fiscali e legali. L’operazione rappresenta un passo significativo nella lotta alla corruzione nel settore delle onoranze funebri a Palermo.
La situazione a Palermo continua a essere monitorata da parte delle autorità, che hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti. L’indagine, che ha visto la partecipazione di diverse unità investigative, ha permesso di smascherare un sistema illecito che ha interessato diversi settori del settore funebre. L’emissione delle misure cautelari rappresenta un importante risultato per la lotta alla corruzione in un settore sensibile come quello funebre.



