Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato ha espresso preoccupazione per la diversità dei percorsi di valutazione per l’assegno di cura, che oggi si suddividono in tre strade: il sistema V.I.T.A., la valutazione delle Memory Clinic e l’automatismo per gli over 70 con certificazione di handicap grave. L’associazione sottolinea come questa frammentazione possa generare disparità nel riconoscimento del bisogno assistenziale, mettendo in discussione l’equità del sistema. La questione è emersa dopo la decisione della Giunta provinciale di introdurre l’assegnazione automatica del primo livello dell’assegno di cura per chi soddisfa i requisiti anagrafici e possiede la certificazione prevista dall’articolo 3 della legge 104.
Valutazioni diverse, diritti simili
Secondo il Centro, la certificazione di handicap grave attesta una condizione di grave disabilità, ma l’assegno di cura prevede quattro livelli, graduati in base all’intensità del fabbisogno assistenziale. La domanda che si pone l’associazione è: perché, in assenza di una valutazione diretta, viene attribuito automaticamente il primo livello? La questione si fa più concreta quando una persona ritiene insufficiente il livello riconosciuto. “Se un settantacinquenne con handicap grave ritiene che le proprie necessità assistenziali corrispondano al secondo o al terzo livello, quale strada deve seguire?” chiede il Centro, sottolineando che formalmente resta la possibilità di contestare il provvedimento, ma il problema risiede nel fatto che una valutazione del bisogno non è mai stata effettuata.
La valutazione a domicilio è fondamentale per comprendere il reale fabbisogno assistenziale. Il Centro sostiene che quando è necessaria una valutazione diretta, questa dovrebbe avvenire principalmente nell’abitazione della persona. “È lì che si possono verificare concretamente le difficoltà legate alle barriere architettoniche, alla mobilità, all’organizzazione della giornata, alla presenza o meno di familiari e alla quantità di aiuto necessaria nelle attività quotidiane”, spiega. Elementi che, sostiene l’associazione, difficilmente possono essere valutati nello stesso modo in un ufficio. La critica non riguarda il tentativo di accelerare le procedure, ma la progressiva sostituzione della valutazione individuale con l’automatismo, che rischia di ridurre il livello di attenzione al bisogno reale.
Un sistema che rischia di dividersi
Il presidente del Centro, Stefano Mascheroni, ha sottolineato che “le persone non autosufficienti non possono aspettare mesi per ottenere una prestazione di cui hanno bisogno”. L’obiettivo di ridurre i tempi di attesa è condivisibile, ma il Centro teme che si stia costruendo un sistema nel quale persone diverse arrivano all’assegno di cura attraverso strumenti, organismi e modalità di accertamento differenti. “Un sistema nel quale si utilizzano diagnosi, certificazioni e valutazioni in modo diverso per determinare lo stesso beneficio”, osserva il Centro, “è necessario spiegare quali garanzie assicurino che persone con bisogni assistenziali analoghi siano trattate in modo equivalente.”
Per risolvere questa situazione, il Centro chiede alla Provincia di aprire un confronto pubblico sui criteri di valutazione e sulle modalità di riesame dell’assegno di cura, con l’obiettivo di tenere insieme rapidità delle procedure, equità di trattamento e appropriatezza della prestazione. “Il nostro obiettivo non è mettere in discussione la necessità di semplificare le procedure”, conclude il Centro, “ma evitare che la semplificazione amministrativa finisca per sostituire la valutazione del bisogno con una presunzione del bisogno.”
La questione diventa ancora più complessa quando una persona ritenga insufficiente il livello riconosciuto. In questi casi, il Centro chiede chiaramente se sia possibile richiedere una nuova valutazione, con quali strumenti e criteri. “Chi riceve automaticamente il primo livello può chiedere espressamente che il proprio fabbisogno venga misurato per verificare l’eventuale diritto al secondo, terzo o quarto livello?” conclude il Centro, richiamando l’importanza di un sistema che non si limiti a semplificare le procedure, ma rispetti la concreta esigenza di assistenza di ogni singola persona.
- Il sistema V.I.T.A. valuta il bisogno assistenziale in modo diretto a domicilio.
- Le Memory Clinic effettuano valutazioni d’ufficio per le persone con demenza.
- L’automatismo per gli over 70 con certificazione di handicap grave attribuisce automaticamente il primo livello.



