Il caso di Chiara Poggi continua a suscitare preoccupazioni nella famiglia Sempio, con nuove intercettazioni che mettono in luce tensioni e dibattiti interni. Il 2 novembre 2025, le cimici piazzate nell’appartamento di via Canova hanno registrato una conversazione tra i Sempio, durante la quale il padre Giuseppe chiede al figlio Andrea conto di una chiavetta usb. La reazione di Andrea, nervosa e alterata, ha suscitato l’attenzione degli investigatori, che vedono in questa scena un possibile indizio per ricostruire il movente dell’omicidio. La madre Daniela Ferrari, il 14 dicembre 2025, ha espresso preoccupazione per il fatto che i Poggi potrebbero esaminare la catenina indossata da Chiara la mattina del delitto, ipotizzando che potesse raccogliere materiale genetico dal pavimento.
La chiavetta usb e il movente sessuale
Le nuove intercettazioni, depositate con la chiusura delle indagini bis, restituiscono un quadro di tensione familiare. Andrea, indagato per omicidio aggravato, ha mostrato una reazione incoerente, inizialmente negando di possedere chiavette, per poi correggersi dicendo di averne più di una. Gli inquirenti, però, vedono in questa situazione un elemento chiave: la possibilità che su una delle pennette sequestrate fosse stato scaricato un filmato intimo della vittima. La data del 2 novembre, antecedente alla diffusione della relazione del consulente della Procura Paolo Del Checco, è considerata importante per gli investigatori, che ipotizzano che le immagini potessero essere state prelevate dal pc di Chiara con una chiavetta usb.
La tensione tra padre e figlio si fa sentire durante la conversazione, con Giuseppe che insiste per ottenere spiegazioni su una chiavetta usb di Andrea. La risposta del figlio, nervosa e alterata, mostra una mancanza di controllo, che gli investigatori vedono come un segno di ansia o di colpa. La madre Daniela, preoccupata, ha espresso timori per il fatto che i Poggi potrebbero esaminare la catenina di Chiara, ipotizzando che potesse raccogliere materiale genetico dal pavimento.
La dinamica dell’omicidio e le impronte
La madre Daniela Ferrari ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla dinamica dell’omicidio, sottolineando che i gradini dell’appartamento erano pieni di sangue e che, se qualcuno fosse passato lì, le impronte dovrebbero esserci. Andrea, però, ha rifiutato di accettare questa ipotesi, sostenendo che non è grave come i casi in cui le persone si ammazzano per motivi personali. La ricostruzione dell’ex commesso, che ha ipotizzato che Stasi fosse andato lì, avesse dormito lì e avesse litigato con Estathé prima di ucciderla, ha suscitato ulteriore dibattito. La madre Daniela ha interrotto la ricostruzione, suggerendo che Andrea dovesse andare a lavorare al computer.
La famiglia Sempio, tra interrogativi e tensioni, vive giorni scanditi da telefonate con avvocati e consulenti, mentre la televisione mostra sempre le ultime notizie sul caso. Il movente, sebbene non ancora chiaro, sembra legato a fatti del passato, come il periodo in cui Andrea aveva accesso al cellulare di Chiara e aveva potuto scaricare immagini intime. Gli investigatori, però, non hanno ancora trovato prove definitive, ma la situazione resta delicata e i Sempio continuano a essere al centro dell’attenzione.



