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giovedì 1 Ottobre 2026

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Esteri

Il costo umano e economico dell’alleanza tra Russia e Corea del Nord

L’alleanza tra Russia e Corea del Nord ha portato migliaia di morti e un flusso di soldati e tecnologie sensibili, con un impatto economico significativo.

La guerra in Ucraina ha reso la Corea del Nord un alleato strategico per la Russia, ma a un prezzo elevato. Secondo l’intelligence ucraina, circa tremila soldati nordcoreani sono morti durante le operazioni in territorio ucraino, mentre altri duemila sono stati contati da fonti sudcoreane. È il più grande contingente mai inviato all’estero da Pyongyang, come ricorda la BBC. Molti soldati hanno preferito uccidersi con una granata piuttosto che arrendersi, un gesto che il leader Kim Jong-un ha celebrato come eroico. La guerra ha trasformato la Corea del Nord in un partner militare chiave per la Russia, ma ha anche portato a un costo umano e economico significativo.

Un’alleanza basata su interessi strategici

La Corea del Nord ha ricevuto in cambio di soldati e armi prodotti alimentari, petrolio e tecnologie sensibili, come i reattori per i sottomarini nucleari e i droni, spiega Natasha Lindstaedt, politologa dell’università dell’Essex. Il rapporto tra i due Paesi si è rafforzato nel 2024, quando è stato firmato un trattato di mutua difesa, che ha permesso a Pyongyang di inviare truppe a combattere al fianco della Russia. Secondo un ricercatore sudcoreano, Lim Soo-ho, la Corea del Nord ha incassato quasi dieci miliardi di dollari in due anni e mezzo, un terzo del suo Pil annuale. Questo flusso di risorse ha permesso al Paese di mantenere una crescita economica del 3% all’anno, nonostante le sanzioni internazionali.

Un sistema di lavoro sfruttante

La Corea del Nord ha trovato un modo per aggirare le sanzioni dell’ONU, assumendo lavoratori attraverso visti per studenti. Nel 2025, la Russia ha concesso circa 36mila visti, quattro volte più dell’anno precedente. Molti di questi lavoratori sono impiegati nell’industria russa dei droni, con un totale di circa 25mila nordcoreani. AI lavoratori vengono versati tra i cento e i duecento dollari al mese, solo al momento del rientro in patria, secondo un’inchiesta della BBC. Su Avito, il più diffuso sito russo di annunci online, un’agenzia di Mosca propone quaranta donne, abili soprattutto a preparare il kimbap, per circa sei dollari all’ora.

La situazione è estremamente sfruttante e i lavoratori sono sottoposti a turni di undici ore, con due giorni liberi all’anno. I soldi guadagnati vanno quasi tutti a intermediari, funzionari e governo, secondo Peter Ward, esperto del Sejong institute di Seoul. La Corea del Nord ha anche trovato un modo per mantenere il controllo sui propri cittadini, richiedendo che i gruppi non vengano divisi. I lavoratori sono sorvegliati dai servizi segreti di Pyongyang e chi riesce a fuggire racconta di condizioni di lavoro estenuanti, con turni che iniziano alle sei del mattino e finiscono alle due di notte.

La Russia, a sua volta, ha visto un aumento del sostegno popolare verso la Corea del Nord. Secondo i sondaggi del centro indipendente Levada, un terzo dei russi considera la Corea del Nord un alleato stretto, rispetto al 3% del 2021. L’alleanza è anche diventata parte del curriculum scolastico russo, con il manuale unico di storia che racconta il ruolo dei nordcoreani a Kursk. Inoltre, i russi hanno ripristinato il servizio postale con Pyongyang, sospeso durante la pandemia.

La Corea del Nord, in cambio, ha ricevuto un sostegno militare e economico che ha permesso di mantenere un’alleanza strategica, anche se a un costo elevato per entrambi i Paesi. La guerra ha reso la Corea del Nord meno dipendente dalla Cina, come osserva la BBC, con un aumento del numero di visite di alto livello tra Mosca e Pyongyang.

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