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giovedì 1 Ottobre 2026

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Esteri

L’esenzione dal servizio militare mette in pericolo la coalizione di Netanyahu

La questione dell’esenzione dal servizio militare degli ultraortodossi mina la stabilità del governo israeliano.

A meno di un mese dalle elezioni politiche del 27 ottobre in Israele, la questione dell’esenzione dal servizio militare per i giovani ultraortodossi si fa sempre più cruciale per la stabilità del governo israeliano. Senza l’appoggio dei due partiti che rappresentano gli haredim, Shas ed Ebraismo della Torah Unito, la coalizione di destra di Netanyahu avrebbe scarse possibilità di formare un governo, come sottolineano analisti e osservatori politici. La protesta degli ultraortodossi, che chiedono da anni una legge sull’esenzione, ha trovato spazio nella campagna elettorale, con manifestazioni di massa a Gerusalemme e cartelli che esclamano frasi come «Con tutta l’anima: moriremo piuttosto che arruolarci».

Un tema che divide e mina la leadership

La questione, che riguarda circa 80.000 giovani, ha reso difficile la formazione di un governo stabile, soprattutto per Netanyahu, che ha dipenduto per anni dal sostegno di questi partiti. Secondo l’emittente israeliana Canale 12, i deputati eletti nella lista di Ebraismo della Torah Unito potrebbero astenersi dal voto di fiducia di un governo presieduto da Gadi Eisenkot, il principale candidato di opposizione. La coalizione di Netanyahu, come quella di Eisenkot, potrebbe formare un governo di coalizione con vari partiti per raggiungere la maggioranza di almeno 61 seggi, ma la frammentazione del prossimo parlamento rende il processo complesso.

La protesta degli ultraortodossi ha trovato spazio nella campagna elettorale.

Ya’akov Asher, presidente di Ebraismo della Torah Unito, ha commentato la notizia di Canale 12 con un mezzo diniego, dicendo che il suo partito non ha alcun desiderio di spodestare o installare nessuno come primo ministro. Tuttavia, la tensione tra i partiti ultraortodossi e il governo rimane alta, con il premier che ha cercato di placare la rabbia dei due partiti approvando finanziamenti alle comunità e il divieto di arresto per gli haredim che si rifiutano di arruolarsi.

Un appoggio in pericolo

Secondo Nimrod Nir, direttore del centro di studi Agam Labs dell’Università Ebraica di Gerusalemme, le concessioni fatte o promesse dal governo Netanyahu agli ultraortodossi potrebbero spingere elettori di destra a votare per partiti considerati centristi, che si propongono in alternativa all’attuale coalizione. «Credo che il discorso dell’opposizione sia riconducibile a un unico filo conduttore: l’attuale governo privilegia ristretti gruppi da cui dipende politicamente, anziché occuparsi della maggioranza degli israeliani», spiega Nir.

La frammentazione del parlamento rende il processo di formazione del governo complesso.

La questione dell’esenzione dal servizio militare non è solo un problema interno al partito di Netanyahu, ma un tema che divide l’opinione pubblica e mette in discussione la sua leadership. Un altro problema per Netanyahu già alle prese con le violente critiche per la gestione della guerra di Gaza e del 7 ottobre.

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