Il settore moda italiano si trova a fronteggiare una serie di sfide complesse, tra cui la concorrenza internazionale, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Mirko Tondi, inviato speciale del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la promozione del settore moda, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la presenza italiana sui mercati internazionali e di supportare le piccole e medie imprese (Pmi) nel loro percorso di internazionalizzazione. L’obiettivo è portare le esportazioni italiane da 643 miliardi di euro a 700 miliardi entro il 2027, con un focus particolare sulla qualità e sull’innovazione.
Il sistema moda italiano si trova a confrontarsi con una competizione internazionale sempre più forte, oltre che con trasformazioni legate a innovazione, sostenibilità e nuove tecnologie. Quello a cui non dobbiamo mai derogare è la promozione della qualità dei nostri prodotti. Il prodotto italiano si distingue per la qualità, anche perché gran parte delle aziende del comparto utilizza materiali di alto livello e presta sempre maggiore attenzione alla sostenibilità. In Italia qualità e sostenibilità possono andare di pari passo.
Strumenti per la diplomazia economica
La diplomazia economica rappresenta uno strumento chiave per accompagnare le imprese italiane nel loro percorso di espansione internazionale. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avviato una riforma della Farnesina, mettendo a disposizione delle imprese la rete diplomatica e consolare per sostenere la valorizzazione e l’internazionalizzazione dei comparti strategici, tra cui la moda. Tra le iniziative promosse, la “Giornata della moda del mondo” è un esempio concreto di supporto al settore, con l’obiettivo di tutelare il Made in Italy e contrastare la contraffazione.
Il settore moda italiano non è soltanto rappresentato dai grandi marchi, ma anche da una rete di artigiani, distretti e piccole imprese. Il 99% del settore è composto da micro, piccole e medie imprese, che sviluppano prodotti destinati anche ai grandi marchi. Questo significa che, per promuovere la moda italiana, è necessario creare opportunità di occupazione e sviluppo per le Pmi. Inoltre, è fondamentale affrontare il problema del ricambio generazionale, che interessa la sartoria e molte professionalità tradizionali.
Un premio che celebra la cultura e l’innovazione
Mirko Tondi è anche segretario generale del Premio De Sanctis, un riconoscimento italiano nato nel 2009 e dedicato alla memoria del critico letterario Francesco De Sanctis. Il Premio, inizialmente dedicato alla letteratura, si è ampliato nel tempo e oggi comprende dieci categorie, tra cui Made in Italy, sport, sostenibilità, scienze economiche e diritti umani. Quest’anno verrà inoltre premiato il cardinale Pizzaballa. La letteratura rimane il fiore all’occhiello del Premio, ma la sua evoluzione ha permesso di estendere l’attenzione a numerosi ambiti della società e della cultura italiana. La sua esperienza di collaboratore parlamentare ha dato a Mirko Tondi una visione ampia e complessiva della macchina amministrativa, che ha contribuito a sviluppare una visione più lucida della politica e dei meccanismi che la governano. È importante creare percorsi che permettano ai giovani di acquisire competenze diverse e, allo stesso tempo, ampliare il modo in cui raccontiamo e interpretiamo il mondo della moda.
La promozione del Made in Italy richiede una strategia globale e un impegno costante.
La sostenibilità e l’innovazione sono pilastri essenziali per il futuro del settore.



