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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cronaca

Luciano Garofano e le tensioni interne al Ris di Parma: nessuno si fidava più di lui

Nuove tensioni interne al Ris di Parma riguardano l’ex generale Garofano, accusato di aver preso il controllo dell’indagine senza consultare i collaboratori.

Le tensioni interne al Ris di Parma hanno nuovamente acceso dibattiti su Luciano Garofano, ex comandante del reparto, accusato di aver preso il controllo dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi senza consultare i collaboratori. Secondo i verbali degli uomini del Ris che nel 2007 svolsero gli accertamenti, il generale, all’epoca in Brasile, tornò e modificò le dinamiche di lavoro, mettendo in discussione la professionalità e l’esperienza di alcuni dei suoi subordinati. Tra di loro, Marco Pizzamiglio, che aveva gestito la prima fase delle attività a Garlasco, ha espresso un giudizio forte: «Garofano non aveva esperienza pratica, ma quando è arrivato ha preso in mano tutto lui». Queste dichiarazioni, emerse durante un interrogatorio, hanno acceso dibattiti su come fosse gestita l’indagine e se ci fossero state mancanze di trasparenza o di collaborazione.

Le dinamiche interne e le accuse di controllo

Secondo Pizzamiglio, il comandante aveva un atteggiamento di accentramento, nonostante fosse stato nominato solo dopo che Garofano era tornato dal Brasile. «Io, per esempio, il fascicolo che aveva fatto Fratini, che era molto bello, non l’ho più rivisto», ha detto il testimone. Questo ha suscitato preoccupazioni tra i collaboratori, che si sentivano esclusi da decisioni importanti. Inoltre, l’ex generale è stato accusato di aver dettato la strategia difensiva per Andrea Sempio, il principale indagato per l’omicidio. La madre di Sempio, Daniela Ferrari, ha espresso preoccupazioni: «Non è normale che se tu sei stato assunto da me, per difendere me, mi obblighi a dire o metti dentro delle cose che vogliono Tizzoni e Capra nell’incidente probatorio». Queste dichiarazioni hanno alimentato la percezione di un controllo eccessivo da parte di Garofano.

La reazione di Garofano e la sua difesa

Garofano, intervistato da Lapresse, ha definito la campagna mediatica che lo circonda come «costruita sul nulla». «Sono sconvolto da questa campagna mediatica terribile, delegittimante, costruita veramente sul nulla», ha detto. L’ex generale ha sottolineato che come comandante aveva il dovere di prendere decisioni per assicurare il risultato migliore, anche non essendo d’accordo con i collaboratori. «Questo un responsabile lo fa comunque», ha aggiunto. Tuttavia, le accuse di controllo e di mancanza di trasparenza rimangono, e Garofano non ha fornito spiegazioni dettagliate su come fosse gestita l’indagine durante il suo mandato.

Altri militari, come Alessandro Coli, che era vicino al capitano Marino, hanno confermato che alcuni risultati dei test non erano stati consegnati a pm e difesa. «Ricordo questo argomento del discorso dei pedali […] il fatto che da un prelievo è uscito il Dna e poi da altri prelievi ripetuti non è uscito niente […] era una cosa anomala», ha detto Coli. Questi elementi, se confermati, potrebbero aprire nuove linee di indagine su come fosse gestita l’indagine e se ci fossero state mancanze di trasparenza o di collaborazione tra i membri del Ris.

  • Garofano ha definito la campagna mediatica che lo circonda come «costruita sul nulla».
  • Le accuse di controllo e di mancanza di trasparenza rimangono.
  • Altri militari hanno confermato che alcuni risultati dei test non erano stati consegnati a pm e difesa.

Le dinamiche interne al Ris di Parma continuano a suscitare dibattiti, con accuse e difese che si alternano. Mentre Garofano si difende, i suoi ex collaboratori e i familiari di Sempio continuano a sollevare preoccupazioni su come fosse gestita l’indagine e se ci fossero state mancanze di trasparenza o di collaborazione. La situazione rimane in sospeso, con nuove informazioni che potrebbero aprire nuove linee di indagine. La verità, per ora, resta in bilico tra accuse e difese, con il rischio di ulteriori tensioni interne al reparto.

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