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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cronaca

Escursionisti sul Monviso raccontano la paura di una frana: “Abbiamo sentito cento elicotteri sopra la testa”

Due escursionisti sul Monviso raccontano l’esperienza di una frana e il soccorso alpino.

Nella notte fra il 13 e il 14 settembre 2026, due escursionisti esperti, Emma Formenti e Andrea Negro, hanno vissuto un’esperienza estremamente spaventosa sul Monviso. La coppia, composta da un 35enne friulano e una 22enne veneta, si trovava in Piemonte per trascorrere le vacanze e aveva scelto la zona del Monviso per le sue escursioni. Tuttavia, la natura ha messo alla prova la loro esperienza. “Abbiamo sentito il rumore di ‘cento elicotteri’ sopra alla testa: pensavamo di morire”, hanno detto i due, che si sono rifugiati in un bivacco per cercare di proteggersi.

Una frana improvvisa e la paura di morire

La situazione si è aggravata quando i due hanno iniziato a sentire diverse piccole frane susseguirsi, capendo che la situazione non prometteva nulla di buono. “Chi va in montagna spesso, come nel nostro caso, è abituato a sentire qualche caduta di massi. Quel pomeriggio, però, ci siamo subito accorti che non erano semplici scariche di sassi”, hanno spiegato i due. Hanno quindi deciso di rifugiarsi nel bivacco Andreotti, dove hanno iniziato a aspettare mentre la frana si avvicinava.

Alle 18:30, i due hanno iniziato a sentire un rumore fortissimo, che hanno descritto come “cento elicotteri sopra la testa”. “Pensavamo di morire. Mai sentita una cosa del genere”, hanno detto. Hanno quindi deciso di contattare il Soccorso alpino e di rimanere in attesa nel bivacco. “Siamo stati in contatto circa due orette con il Soccorso alpino, e prima con il 112. Abbiamo detto ai soccorsi di non preoccuparsi e che saremmo rimasti in bivacco fino alla mattina, in modo da valutare la situazione”, hanno spiegato.

Il soccorso alpino e la decisione di recuperarli

Il Soccorso alpino ha deciso di intervenire immediatamente, poiché la situazione era considerata pericolosa. “Con il senno di poi – commenta il 35enne – è stato un bene venirci a prendere quella sera stessa. All’interno del bivacco il telefono non prendeva e per parlare con i soccorsi toccava uscire, rischiando di prendersi qualche sasso in testa”, ha aggiunto Negro. L’elicottero abilitato al volo notturno si è quindi portato in zona e ha tratto in salvo i due escursionisti utilizzando il verricello.

Dopo l’incidente, i due hanno ricevuto accuse di aver “inventato” la frana, ma hanno spiegato che di recente ne hanno parlato anche i giornali. “Ci hanno poi accusati di esserci inventati della frana, invece di recente ne hanno parlato anche i giornali”, hanno concluso i ragazzi all’unisono. Hanno raccontato quanto accaduto per dimostrare che in montagna non sempre ci si ritrova in difficoltà per mancanza di esperienza o attrezzatura. “Un grazie di cuore va sicuramente alla centrale operativa del Soccorso alpino piemontese, che considerato il pericolo oggettivo nel quale ci siamo trovati ha deciso in maniera immediata di attivare il nostro recupero e alla professionalità dei soccorritori”, hanno concluso i due escursionisti. La loro esperienza serve a ricordare l’importanza di essere preparati e di ascoltare i segnali della natura quando si è in montagna.

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