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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Nuova ricostruzione del delitto di Garlasco: Stasi scagionato, Garofano conferma la sua colpevolezza

Nuova analisi Dna e testimonianze riconfermano l’ipotesi di Alberto Stasi come unico colpevole nel delitto di Garlasco.

Il delitto di Garlasco, uno dei casi più dibattuti nella storia della giustizia italiana, ha visto un nuovo sviluppo con l’analisi di nuovi dati e testimonianze che sembrano confermare l’ipotesi di Alberto Stasi come unico colpevole. L’ex generale Luciano Garofano, all’epoca a capo dei Ris di Parma, ha ribadito la sua convinzione: «Ma è lui il colpevole». La ricostruzione, resa pubblica da un’inchiesta, ha messo in luce nuovi elementi che scagionano Stasi e rafforzano l’ipotesi di un’aggressione durata decine di minuti, con lotta tra vittima e assassino.

Analisi Dna e nuove prove

La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, insieme al collega Biagio Eugenio Leone, ha rianalizzato i campioni di tessuti prelevati dal corpo di Chiara Poggi, la vittima del delitto. Gli esperti hanno cercato su porzioni di cute vicino alle ferite la «selectina P» e la «selectina E», molecole che compaiono nei tessuti danneggiati dopo pochi minuti e in seguito a un lasso di tempo maggiore. L’esame, ripetuto dopo quasi 20 anni, ha evidenziato la presenza di queste molecole in tutti i cinque campioni, con una distribuzione «piuttosto omogenea». La «selectina E», mai indagata prima, è stata rintracciata in tre tessuti, confermando che la sequenza traumatica si è protratta almeno per decine di minuti.

Le ecchimosi e le escoriazioni presenti sul corpo di Poggi sono state classificate come frutto di difesa. Secondo gli esperti di Andrea Sempio, alcuni segni sono il risultato di urti con pavimento e mobili. La presenza del Dna di Sempio sulle unghie di Chiara è spiegata da questa ricostruzione. Inoltre, la ricerca ha rilevato la presenza di particolati a componente ferrosa in alcune sedi del corpo, compatibili con quelli rilevati in corrispondenza delle lesioni craniche. Questi elementi rafforzano l’ipotesi che almeno parte delle lesioni «post craniali» sia stata prodotta durante azioni di difesa.

Le accuse e la difesa di Garofano

Garofano ha sottolineato che i dati che potevano scagionare Stasi sono stati prodotti su richiesta dell’autorità giudiziaria 18 anni dopo, dimostrando la buona fede dei carabinieri. «Se qualcuno voleva nascondere qualcosa, ora non li avrebbe messi a disposizione», ha detto. L’ex generale ha anche risposto alle accuse di essere in vacanza in Brasile all’epoca del delitto, definendole «completamente false». «Non so perché possa aver detto tutto ciò. Pensare che facessi un sopralluogo all’insaputa del pm è folle», ha aggiunto.

Garofano ha confermato che, nonostante i nuovi dati, Stasi rimane l’unica figura colpevole. «Sì. Aggiungo. Anche se il dato del Dna sui pedali dovesse essere messo in discussione (e non è così) questo non demolisce tutti gli altri indizi a carico di Stasi», ha detto. L’ex generale ha anche espresso la sua preoccupazione per un possibile attacco mediatico e ha ribadito la sua onestà e professionalità. Non credo e spero di non esserlo. Lo dico perché non ho nulla da nascondere.

La ricostruzione del delitto di Garlasco, con nuove prove e testimonianze, sembra confermare l’ipotesi di un’aggressione durata decine di minuti, con lotta tra vittima e assassino. La posizione di Stasi, nonostante i nuovi dati, rimane salda, con Garofano che non esclude un’indagine per eventuali manomissioni dei dati. Il caso resterà un punto di discussione nel dibattito sulla giustizia e sulla verità in Italia.

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