Camera approva ordine del giorno sulla responsabilità dei produttori tessili
La Camera dei Deputati ha approvato oggi l’ordine del giorno a prima firma di Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato, sul tema della responsabilità estesa del produttore (EPR) nel settore tessile. L’approvazione avviene durante l’esame del decreto sull’obbligo di compostabilità degli imballaggi, già approvato dal Senato. L’ordine del giorno impegna il governo a completare in tempi rapidi l’istituzione del regime che responsabilizza i produttori sull’organizzazione della gestione dei prodotti tessili a fine vita, in modo da incentivare riparabilità e riciclabilità.
Un settore in attesa di regole stabili
Il distretto tessile italiano, in particolare quello pratese, ha espresso un forte bisogno di un decreto che stabilisca regole chiare per la gestione dei rifiuti tessili. Secondo Christian Di Sanzo, il distretto è da sempre punto di riferimento europeo per il riciclo tessile, ma la mancanza di regole stabili ha lasciato le imprese in una situazione di incertezza. “Tutto il distretto ha bisogno di questo decreto e ogni rinvio lascia soli proprio coloro che hanno scommesso sull’economia circolare”, ha sottolineato il deputato. La normativa EPR è una grande occasione per rendere l’economia del settore tessile davvero circolare a beneficio del territorio. Il distretto pratese aspetta le nuove regole dall’inizio dell’anno, ora servono tempi certi.
Secondo i dati Ispra 2024, in Italia si producono circa 905 mila tonnellate di rifiuti tessili, ma la raccolta differenziata ne intercetta appena il 20 per cento. Questo dato mette in luce la necessità di un sistema organizzato per il riciclo, che possa garantire una gestione efficiente e sostenibile. L’Unione europea ha scelto la strada della responsabilità dei produttori, con la direttiva UE 2025/1892, in vigore dal 16 ottobre 2025, che obbliga ogni Stato membro a dotarsi di un regime EPR per tessili e calzature e fissa al 17 giugno 2027 il termine per il recepimento.
Il ministero dell’Ambiente aveva messo in consultazione il suo schema di regolamento già nella primavera del 2025, alcuni mesi prima dell’approvazione della direttiva. In autunno aveva annunciato l’entrata in vigore entro il primo trimestre del 2026. Il 23 luglio scorso il testo ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza unificata. Da allora però il percorso è rallentato e il regolamento non è ancora in vigore. “Siamo a ottobre – sottolinea il deputato PD – e il testo definitivo ancora non c’è. Il ministero da mesi va avanti di bozza in bozza. Eppure non parliamo di una scelta, ma di una direttiva europea che deve essere recepita”.
Il distretto pratese aspetta le nuove regole dall’inizio dell’anno, ora servono tempi certi. La normativa EPR è una grande occasione per rendere l’economia del settore tessile davvero circolare a beneficio del territorio. Il distretto tessile italiano, in particolare quello pratese, ha espresso un forte bisogno di un decreto che stabilisca regole chiare per la gestione dei rifiuti tessili.



