La Sicilia si prepara a gestire i fondi europei per il periodo 2028-2034, temendo una centralizzazione che potrebbe ridurre il ruolo delle Regioni nella pianificazione della spesa. La Regione, attraverso il dirigente del dipartimento Programmazione Vincenzo Falgares, ha inviato una nota al governatore Renato Schifani per delineare una strategia volta a individuare le priorità e le misure da presentare nel Piano di partenariato nazionale e regionale (Pnr). L’obiettivo è garantire una gestione integrata e mirata delle risorse, anche in vista di una politica di coesione europea in fase di riforma.
Un unico fondo e obiettivi da Pnrr
La proposta regolamentare prevede l’istituzione di un unico fondo che unifichi le politiche europee, con l’obiettivo di confluire in un piano unitario presentato da ciascuno Stato membro. Questo piano potrebbe essere articolato in capitoli nazionali, regionali o settoriali, in base ai fabbisogni e agli interventi da realizzare. L’idea è di creare un meccanismo di erogazione delle risorse subordinato al conseguimento di milestone e target concordati con la Commissione europea, simile a quanto visto con il Pnrr. La Sicilia ha deciso di procedere autonomamente per definire i capitoli di finanziamento. L’obiettivo è raggiungere una prima elaborazione entro ottobre, da sottoporre ai passaggi istituzionali e da aggiornare in base agli sviluppi del negoziato europeo. L’attenzione è rivolta soprattutto agli ambiti attualmente sostenuti dal Fesr e dal Fse+, con una lettura integrata dei fabbisogni economici, sociali e territoriali.
Un futuro in cui le Regioni sono spettatrici
La questione ha trovato spazio nella Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dove si è parlato di un possibile tavolo di confronto tra il governo e le Regioni. Tuttavia, l’incontro del 13 maggio non ha portato a ulteriori interlocuzioni strutturate, né a aggiornamenti sull’andamento del negoziato europeo. La Sicilia, quindi, ha deciso di procedere autonomamente, con l’obiettivo di garantire una gestione delle risorse in linea con i propri bisogni e priorità.
La strategia regionale si basa su una visione integrata, che tenga conto delle competenze e dei percorsi di confronto già avviati. L’obiettivo è di presentare una proposta tecnica al presidente Schifani e agli assessori regionali, in vista di un futuro dialogo con il governo nazionale. La Sicilia, quindi, si prepara a gestire i fondi europei in modo autonomo, pur tenendo conto delle nuove regole che potrebbero emergere dal negoziato europeo.
La Regione ha anche avviato un questionario rivolto a imprese, enti locali, Terzo settore e Università per individuare i principali fabbisogni del territorio e gli ambiti su cui concentrare gli interventi. L’obiettivo è farsi trovare preparata quando il governo riaprirà il dialogo. La strategia, tuttavia, si svolge in un contesto di incertezza, poiché le aspettative sul coinvolgimento delle Regioni nella pianificazione dei fondi europei sono rimaste deluse.



