La dengue, una malattia virale trasmessa da zanzare, si sta diffondendo in Europa, con casi autoctoni segnalati in Italia e Francia. Al momento, dall’inizio dell’anno si registrano 330 casi, di cui 59 autoctoni, soprattutto in Toscana. Sei casi sono stati segnalati nel Vicentino, mentre un caso è stato registrato a Marghera, a Venezia. Questi dati emergono da un’analisi condotta da ricercatori della ISI Foundation in collaborazione con istituti francesi e britannici, che ha coinvolto 2904 volontari durante la stagione delle zanzare 2024.
Conoscenza elevata ma informazione limitata
Oltre il 91% dei partecipanti dello studio ha dimostrato una piena consapevolezza del rischio legato alla dengue, ma solo il 14,6% cerca informazioni specifiche. Il livello di preoccupazione è considerato moderato, con una propensione maggiore a proteggersi tra chi è informato e ha esperienze di salute. Le piccole azioni quotidiane, come l’eliminazione dell’acqua stagnante e l’uso di repellenti, sono in aumento rispetto a una decina di anni fa, con il 44,4% dei cittadini che adotta queste misure, soprattutto in contesti a rischio. La diffusione della dengue è legata a cambiamenti climatici e movimenti di persone. La presenza della zanzara tigre (Aedes albopictus), introdotta in Italia negli anni Novanta, si sta diffondendo in modo crescente, facilitando la trasmissione locale del virus. Questo fenomeno, accompagnato da spostamenti di merci e persone, ha reso la dengue una minaccia sanitaria concreta anche in Europa.
La dengue come segnale di allarme climatico
La dengue non è solo una malattia importata, ma un segnale di allarme per le malattie infettive sensibili al clima. Gli esperti sottolineano l’importanza di una strategia di prevenzione che tenga conto delle caratteristiche sociodemografiche e dei comportamenti dei cittadini. In Italia, il vaccino contro la dengue è disponibile solo in alcuni casi, e il 54% dei partecipanti allo studio sarebbe disposto a vaccinarsi se fosse offerto, soprattutto tra coloro che sono più informati e preoccupati.
La malattia può causare sintomi gravi, soprattutto in caso di re-infezioni. Secondo l’OMS, la dengue può causare dolori addominali, sanguinamenti e forte sete, con un rischio maggiore in caso di re-infezioni. Si stima che la malattia colpisca fino a 400 milioni di persone l’anno, con un aumento del numero di casi negli ultimi anni. Le autorità sanitarie hanno messo in campo azioni straordinarie di disinfestazione, soprattutto in Veneto, per contenere la diffusione delle zanzare. Tuttavia, è necessario che i cittadini segnalino online il proprio stato di salute e siano attenti alle informazioni locali. La collaborazione tra istituti di ricerca e piattaforme nazionali come Influweb e GrippeNet è fondamentale per monitorare e gestire la situazione in modo efficace.
La diffusione della dengue in Europa conferma come le malattie infettive possano adattarsi ai cambiamenti climatici e alle dinamiche sociali. La risposta deve essere multilaterale, con un focus su informazione, prevenzione e misure di controllo mirate. La dengue, pur non essendo una minaccia immediata, rappresenta un segnale di allarme per la salute pubblica in un contesto globale sempre più complesso.



