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venerdì 2 Ottobre 2026

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Tecnologia

L’Ia in cucina: come prevenire lo spreco alimentare con tecnologie innovative

L’intelligenza artificiale aiuta a ridurre lo spreco alimentare, con sistemi come telecamere in spazzatura e analisi di dati per prevedere le esigenze.

L’intelligenza artificiale sta trasformando la ristorazione, offrendo strumenti per prevenire lo spreco alimentare. Un settore che, pur essendo in fase di innovazione, non ha ancora visto una completa adozione di queste tecnologie. L’obiettivo è semplice: ridurre il cibo buttato, un problema che colpisce non solo i ristoranti, ma l’intero sistema alimentare. Secondo dati recenti, in Europa il settore della ristorazione è responsabile dell’11 per cento dello spreco alimentare, con un impatto economico e ambientale notevole.

Strumenti tecnologici per prevenire gli sprechi

Alcune aziende hanno introdotto sistemi basati sull’intelligenza artificiale per intervenire a monte, riducendo il consumo di cibo inutilizzato. Tra i sistemi sviluppati, ci sono piccole telecamere posizionate all’interno dei secchi della spazzatura, in grado di effettuare uno screening capillare. Questi dispositivi permettono di distinguere tra cibo prezioso, come una porzione di pesce, e scarti, come la buccia di un frutto o le ossa di un animale. Grazie a questa tecnologia, i gestori possono capire meglio dove si concentrano gli sprechi e migliorare la gestione delle risorse.

Un esempio concreto è il caso di Winnow, azienda leader nel settore, che ha sviluppato sistemi di monitoraggio in oltre 3.500 luoghi di lavoro in 94 paesi. I dati raccolti dimostrano come l’Ia possa aiutare a gestire meglio le risorse alimentari, anche se il processo di adozione è ancora in fase iniziale. La tecnologia, pur essendo utile, presenta ancora alcuni limiti, come l’alta richiesta di energia, che ne riduce l’efficienza in alcuni contesti.

La riduzione del cibo sprecato oscilla tra il 20 e il 50 per cento grazie all’Ia.

Riduzione del 20-50% del cibo sprecato

Secondo alcuni studi, l’Ia ha permesso di ridurre il cibo sprecato tra il 20 e il 50 per cento. Questi numeri, pur variabili a seconda del tipo di azienda e del sistema utilizzato, rappresentano un passo avanti significativo. L’analisi dei dati passati, la previsione delle condizioni meteorologiche e l’orientamento verso la stagionalità sono elementi chiave per decidere con maggiore precisione quali e quanti prodotti acquistare. Questo non solo riduce gli sprechi, ma migliora anche l’efficienza operativa. Per un ristorante serve per tenere il conto di ciò che entra ed esce in un frigo, mentre per un’azienda agricola è utile sapere con maggiore precisione che tempo ci sarà. La semplificazione del lavoro è sotto gli occhi di tutti. La tecnologia, pur essendo utile, presenta ancora alcuni limiti, come l’alta richiesta di energia, che ne riduce l’efficienza in alcuni contesti.

La tecnologia non è ancora abbracciata da tutti, ma i risultati sono positivi.

Nonostante i progressi, la rivoluzione dell’Ia nella ristorazione si è fermata a metà. Molti operatori restano scettici, percependo la tecnologia come un nemico che potrebbe soppiantare l’uomo. Inoltre, il settore enogastronomico è uno dei più restii ad adottare strumenti di Ia. Secondo un sondaggio di OpenAI, nel Regno Unito circa il 30 per cento delle aziende alberghiere e della ristorazione non utilizza sistemi di intelligenza artificiale. La resistenza non è solo culturale, ma anche economica: l’adozione di questi strumenti richiede investimenti iniziali e una formazione specifica.

Nonostante i limiti, l’Ia offre soluzioni concrete per ridurre lo spreco alimentare. La sua capacità di analizzare grandi quantità di dati in pochi istanti ha reso possibile un miglioramento significativo nella gestione delle risorse. Per il futuro, l’obiettivo è chiaro: spostare l’attenzione dal post-spreco al prevenzione, con strumenti che permettano di agire prima che il cibo finisca nel cestino.

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