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sabato 3 Ottobre 2026

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L’Occidente si allontana dalla Cina nel controllo delle terre rare

L’Occidente si muove per ridurre la dipendenza dalla Cina nel controllo delle terre rare.

L’Occidente si muove per ridurre la dipendenza dalla Cina nel controllo delle terre rare, con Stati Uniti, Australia e Brasile che si avvicinano a un’alleanza strategica. Il triangolo delle terre rare, come viene definito, sta mettendo all’angolo la Cina, che ha per anni detenuto il monopolio globale su materie prime critiche. L’Europa, attraverso un dossier in corso da tempo, prova a fare suo il modello americano, basato su una rete di accordi con Paesi terzi ricchi di minerali ma fuori dall’orbita cinese. L’Unione europea, guidata da Ursula von der Leyen, si prepara a istituire una Corporation europea per le materie prime critiche, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle forniture estere e rendere le catene di approvvigionamento più resilienti.

Un’alleanza in crescita tra Stati Uniti, Australia e Brasile

Il recente investimento dell’americana Rare Earths, partecipata al 10% dal governo federale, nel maxi-giacimento di Serra Verde in Brasile, conferma l’interesse crescente per il continente sudamericano. Il Brasile, da tempo considerato la seconda sponda delle terre rare, si conferma un alleato strategico per l’Occidente. La società mineraria australiana Lynas Rare Earths ha annunciato l’acquisizione di Meteoric Resources, rilevando il progetto di terre rare di Caldeira in Brasile, in un contesto di crescente interesse da parte degli investitori globali nel settore. L’operazione, valutata a 968 milioni di dollari australiani (673 milioni di dollari statunitensi), segna un ulteriore passo verso un riassetto globale delle forniture di terre rare.

La strategia dell’Occidente si basa su un riassetto delle forniture di terre rare. L’Australia, con il suo gigantesco accordo da 8,5 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, dimostra come il continente australiano possa diventare una testa di ponte per l’Occidente nell’area Pacifica. Il Brasile, con il suo ruolo di seconda sponda delle terre rare, si conferma un partner chiave per l’espansione delle risorse minerarie non cinesi. L’Occidente, attraverso questi movimenti, si sta pian piano emancipando dalle catene di forniture cinesi, riducendo la sua dipendenza da un’unica potenza.

Un modello americano adottato dall’Europa

L’Europa, pur non essendo ancora in grado di competere direttamente con la Cina, prova a fare suo il modello americano, che si basa su una fitta rete di accordi con Paesi terzi ricchi di minerali ma fuori dall’orbita cinese. L’Australia, con il suo gigantesco accordo da 8,5 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, dimostra come il continente australiano possa diventare una testa di ponte per l’Occidente nell’area Pacifica. Il Brasile, con il suo ruolo di seconda sponda delle terre rare, si conferma un partner chiave per l’espansione delle risorse minerarie non cinesi.

L’istituzione di una Corporation europea per le materie prime critiche potrebbe rappresentare un passo decisivo. L’Occidente, attraverso questi movimenti, si sta pian piano emancipando dalle catene di forniture cinesi, riducendo la sua dipendenza da un’unica potenza. La situazione, però, non è ancora completa. L’Europa, pur impegnata in un dossier su cui lavora da tempo, deve ancora dimostrare la sua capacità di costruire una rete di approvvigionamento indipendente. La strategia dell’Occidente, supportata da accordi con Stati Uniti, Australia e Brasile, sembra prendere forma. L’acquisizione di Meteoric Resources da parte di Lynas Rare Earths e l’investimento in Serra Verde segnano un cambiamento di rotta. L’Europa, con l’ambizione di creare una Corporation europea per le materie prime critiche, si prepara a giocare un ruolo chiave nel nuovo equilibrio globale delle terre rare. Il quadro, seppur in fase di costruzione, indica un’evoluzione significativa nel controllo delle risorse strategiche.

Il processo, però, richiede tempo. Mentre l’Occidente si muove con determinazione, la Cina continua a mantenere un ruolo dominante nel settore. La sfida per l’Occidente è quella di costruire una rete di forniture diversificata, in grado di ridurre la dipendenza da un’unica potenza. Il triangolo delle terre rare, con Stati Uniti, Australia e Brasile, sembra essere il primo passo verso un nuovo equilibrio globale, con l’Occidente che si allontana progressivamente dal monopolio cinese.

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