Domani, 3 ottobre 2026, nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere a Roma, sarà eseguita per la prima volta la canzone “Francesco Vive”, dedicata a San Francesco d’Assisi. Composta da monsignor Marco Frisina e cantata dal tenore Luciano il Monarca, la canzone nasce a 800 anni dalla morte del santo e rappresenta un momento speciale per l’anno francescano che sta per concludersi. L’evento, organizzato con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione e della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco di Assisi, è stato reso possibile grazie all’Archconfraternity of the Knights of St. Francis of Assisi, un’associazione che promuove l’impegno sociale e spirituale in onore del santo.
Una preghiera a San Francesco
“Finora avevo musicato testi ‘di’ San Francesco, ora per la prima volta mi sono misurato con una preghiera ‘a’ San Francesco, ed è una cosa completamente diversa”, ha spiegato monsignor Marco Frisina. La canzone, scritta in occasione del 800° anniversario della morte del poverello di Assisi, è un omaggio al Santo e un invito a riflettere sulla sua figura. La musica, che si sviluppa con tre modulazioni consecutive, simboleggia il continuo salire verso la speranza e il mistero. La canzone è un messaggio di fiducia e perseveranza.
La voce del tenore e il video dedicato ai senzatetto
Il tenore Luciano il Monarca, che interpreta la canzone, è sottoposto a un grande impegno per le tre modulazioni consecutive previste in partitura. Il video che accompagna l’esecuzione, diretto dallo stesso cantante, presenta immagini della quotidiana sofferenza dei senzatetto che vivono nella città di San Francisco, in California. La scelta di includere queste immagini, oltre 10.000, è stata fatta grazie al contributo di Angela Alioto, CEO dell’Archconfraternity of the Knights of St. Francis of Assisi, che ha voluto mettere in luce la realtà di chi vive in condizioni di povertà. La canzone serve a ringraziare il Santo e a chiedergli di indicarci la strada.
La canzone “Francesco Vive” è un esempio di come la musica possa diventare un linguaggio universale per trasmettere speranza e perseveranza. L’anno francescano, che ha visto iniziative e eventi in tutto il mondo, si chiude con un momento speciale che unisce arte, spiritualità e impegno sociale. La canzone, con il suo messaggio di fiducia e di cammino attraverso le tempeste, rappresenta un invito a tutti a guardare al futuro con ottimismo e determinazione.
La canzone, che si basa sul testo latino “fratello Francesco noi camminiamo in mezzo alle tempeste”, è un omaggio al poverello di Assisi, che ha insegnato a tutti a vivere con semplicità e compassione. La melodia, che si sviluppa gradualmente verso l’acuto, simboleggia il salire verso la speranza e il mistero. L’evento, che si svolgerà domani alle 17 nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, è un momento di grazia per chi parteciperà e un’occasione per riflettere sul significato della vita e della fede.
La canzone è stata realizzata grazie al lavoro dell’orchestra Fideles et Amati e del Coro della Diocesi di Roma, diretti da monsignor Marco Frisina. L’evento, che ha visto la partecipazione di esperti e volontari, rappresenta un momento unico per la comunità cristiana e per chi si interessa alla musica sacra. La speranza è la parola chiave di questa canzone.



