Jose Angel Riviera Zazueta, noto come El Flaco, è stato arrestato in Messico dopo sei anni di latitanza. L’uomo, considerato la mente criminale dietro l’arrivo a Acireale di quattro quintali di cocaina nel 2020, è stato trovato nei giorni scorsi a Città del Messico. L’operazione ha segnato la conclusione di un’inchiesta che ha portato alla luce una rete di traffico internazionale, con origine in Messico e Colombia e destinazione in Europa, passando per la Sicilia e l’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania.
Un’operazione rischiosa e un mandato non eseguito
La cattura di El Flaco è il frutto di un’operazione complessa, in cui un agente si è infiltrato nel cartello di Sinaloa, riuscendo a guadagnare la fiducia dei criminali. L’inchiesta, avviata nel 2020, ha rivelato come la droga fosse trasportata in modo sofisticato, con scali intermedi a Madrid e Roma, per arrivare a Catania. Tra i dettagli emersi, la cocaina era nascosta in un salone, sotto un lenzuolo, e destinata a essere distribuita a famiglie mafiose. L’inchiesta ha portato all’emissione di sette mandati di cattura europei, tra cui quello riguardante El Flaco, che non è mai stato eseguito.
Un narcotrafficante di primissimo piano
El Flaco era considerato un uomo di fiducia di El Mayo, Ismael Zambada Garcia, uno dei più noti narcotrafficanti del Messico. La sua posizione all’interno del cartello di Sinaloa è stata descritta come di primissimo piano, tanto che il suo nome è apparso in una serie televisiva su Netflix. Negli ultimi anni, El Flaco si è concentrato sulle droghe sintetiche, un settore in crescita a livello mondiale e pericoloso per la salute pubblica. L’uomo è accusato di aver controllato un giro di droghe sintetiche, pianificando l’invio di precursori dalla Cina verso gli Stati Uniti attraverso il Messico.
La sua attività ha portato a sanzioni da parte degli Stati Uniti, che lo hanno incluso in una lista di individui sospettati di traffico internazionale. Nel 2023, El Flaco è stato sanzionato dall’Ofac per la sua partecipazione in un’azienda cinese coinvolta nella produzione di fentanyl, un oppiaceo estremamente potente. L’arresto segna la fine di un’indagine che ha coinvolto diversi Paesi e ha portato a condanne definitive per alcuni dei responsabili.
La droga arrivata a Acireale nel 2020 ha suscitato preoccupazioni locali, con la comunità che ha scoperto di essere stata coinvolta in una rotta di traffico internazionale. L’operazione è stata eseguita da un gruppo di finanzieri, che hanno bloccato i narcos in Sicilia. La droga, purissima, era affidata a un uomo originario del Guatemala, Daniel Esteban Ortega Ubeda, che ha dato il via libera per piazzare il carico in un’immobile a due piani a pochi passi dalla sede della Sogip, società che gestisce il servizio idrico a Acireale.
La droga, destinata a essere distribuita a famiglie mafiose, è stata smistata attraverso una rete complessa, con il supporto di militari del gruppo operativo antidroga delle Fiamme Gialle. L’inchiesta ha rivelato come i narcos avessero scelto di utilizzare aerei di linea per evitare i controlli, con partenze da Bogotà e scali a Madrid e Roma. L’arresto di El Flaco rappresenta un passo avanti nella lotta al narcotraffico internazionale, con conseguenze significative per la Sicilia e per l’Europa.



