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sabato 3 Ottobre 2026

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Kushner e i legami finanziari: un’inchiesta svela intrecci tra diplomazia e investimenti

Kushner e i legami finanziari: un’inchiesta svela intrecci tra diplomazia e investimenti

Jared Kushner, genero di Donald Trump e figura chiave nella diplomazia americana in Medio Oriente, è al centro di un’inchiesta che ha svelato legami finanziari tra la sua società di investimenti e aziende israeliane che forniscono armi alle forze armate israeliane. L’inchiesta, condotta da CNN e New York Times, ha evidenziato un’importante partecipazione di Affinity Partners, società di Kushner, nel gruppo finanziario israeliano Phoenix, che ha investito almeno 456 milioni di dollari in aziende legate alla difesa. Inoltre, è emerso un dossier relativo a un potenziale acquisto degli asset internazionali del colosso energetico russo Lukoil, coinvolgendo investitori con relazioni d’affari con Kushner e con Steve Witkoff, altro negoziatore americano. Nonostante i legami, non ci sono prove che Kushner abbia utilizzato il suo ruolo diplomatico per orientare gli investimenti o trarre un beneficio personale.

Phoenix e i legami finanziari

La società di investimenti di Kushner, Affinity Partners, è il principale azionista del gruppo finanziario israeliano Phoenix Financial, che possiede partecipazioni in centinaia di aziende. Tra queste, almeno nove forniscono equipaggiamenti o servizi alle forze armate israeliane, tra cui Elbit Systems, Israel Shipyards e altre aziende che producono sistemi elettronici utilizzati in attacchi a Gaza. La CNN ha analizzato migliaia di documenti finanziari e ha rilevato che il valore complessivo delle partecipazioni di Phoenix in queste aziende è di almeno 456 milioni di dollari. La società di Kushner beneficia dei risultati economici di Phoenix, anche quando questi sono collegati a investimenti nel settore della difesa.

Nonostante i legami, non ci sono prove che Kushner abbia utilizzato il suo ruolo diplomatico per orientare gli investimenti. La tempistica rende il quadro più delicato, poiché Affinity ha acquistato una partecipazione in Phoenix nel luglio 2024 e, nel gennaio 2025, ha raddoppiato la propria quota, diventando il principale azionista. Nel luglio di quest’anno, invece, ha venduto circa un quarto della partecipazione, incassando più di 340 milioni di dollari e ottenendo un rendimento superiore di oltre cinque volte rispetto all’investimento iniziale.

Il dossier Lukoil e i negoziati con la Russia

Il New York Times ha reso noto un altro tassello del quadro, relativo a un possibile accordo per l’acquisto degli asset internazionali di Lukoil, una delle principali compagnie energetiche russe. L’operazione riguarderebbe giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio distribuiti in diversi Paesi e dovrebbe ottenere l’approvazione sia del governo statunitense che del Cremlino. Il caso è particolarmente rilevante per la presenza di investitori con relazioni d’affari con Kushner e con Witkoff, nonché per il coinvolgimento del presidente russo Vladimir Putin, che avrebbe sollevato il tema della vendita durante un incontro al Cremlino.

Non risultano prove che Kushner o Witkoff trarrebbero personalmente un guadagno dall’eventuale operazione. I due casi sono distinti e non ci sono elementi nelle ricostruzioni citate che dimostrino concretamente un collegamento tra il lavoro diplomatico di Kushner e le scelte di investimento. Il punto comune, evidenziato dalle inchieste, è la presenza di interessi finanziari e relazioni d’affari che si intrecciano con il lavoro diplomatico dell’amministrazione Trump.

Entrambi i casi sono distinti e non ci sono elementi nelle ricostruzioni citate che dimostrino concretamente un collegamento tra il lavoro diplomatico di Kushner e le scelte di investimento. Il punto comune, evidenziato dalle inchieste, è la presenza di interessi finanziari e relazioni d’affari che si intrecciano con il lavoro diplomatico dell’amministrazione Trump.

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