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sabato 3 Ottobre 2026

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Esteri

Eurofighter in Lituania: la difesa aerea dell’Europa contro i droni russi

L’Italia e altri Paesi Nato schierano Eurofighter in Lituania per difendere l’Europa da minacce russe.

La difesa aerea dell’Europa si fa sempre più intensa, con l’Italia e altri Paesi membri della NATO che schierano i loro Eurofighter in Lituania, a circa 100 km da Kaliningrad. In un momento in cui l’assedio russo si fa più asfissiante e persino più fantasioso, i caccia italiani, insieme a turchi e spagnoli, sono in prima linea per proteggere il territorio europeo. Trecento ore di volo complessive in meno di due mesi testimoniano l’effettiva presenza militare in questa zona strategica, lontana da Roma ma non per questo meno importante.

La missione difensiva della NATO

La NATO ha chiarito che si spari per difendere il cielo e i territori, e i piloti italiani, insieme a quelli di altri Paesi, sono pronti a agire. Il colonnello Stefano Livatino, che ha guidato la task force dell’Aeronautica militare, ha spiegato che i caccia sono schierati per fronteggiare le minacce su diversi livelli. «Siamo capaci di fronteggiare le minacce su più spettri e a diversi livelli», ha sottolineato il super comandante dei cieli NATO. La missione non è più solo di sorveglianza, ma di difesa attiva, con missili pronti a essere lanciati in caso di rischio.

Da agosto, gli uomini del colonnello Stefano Livatino, trasferiti dal 36° Stormo di Gioia del Colle, hanno già svolto un lavoro intenso per blindare questa porzione di Unione europea. Due droni neutralizzati e 20 decolli di emergenza testimoniano l’effettiva attività in campo. «Il viavai di aerei, tra Kaliningrad e San Pietroburgo, mantiene la stessa frequenza del passato, ma la minaccia dei droni è cambiata», ha raccontato il colonnello. I droni, piccoli e volanti di notte, rappresentano un rischio crescente, tanto che i piloti devono adottare strategie diverse per intercettarli.

Un segnale di forza verso Kaliningrad e la Bielorussia

La NATO ha deciso di far arrivare un segnale chiaro sia verso Kaliningrad che oltre il confine con la Bielorussia. I caccia, in volo ogni giorno, non solo sorvegliano, ma sono pronti a reagire. «La nostra qui non è più un’operazione di “air policing” ma di “air defence”», ha ripetuto il generale francese Guillame Thomas, numero 2 del Comando aereo della NATO. I missili agganciati alle ali degli Eurofighter dimostrano che ogni scenario è stato messo in conto. La presenza italiana in Lituania è un simbolo di solidarietà e di difesa condivisa.

La situazione non è tranquilla, ma i militari non ostentano ansia. La calma è il mantra quotidiano: osservare, comunicare, studiare la strategia, attendere gli ordini e agire in sicurezza. Il segnale di forza arriva anche attraverso i voli dei caccia, che ogni giorno si alzano in volo per proteggere il cielo europeo. La difesa aerea è un tema cruciale, e in questa zona, a 100 km da Kaliningrad, si fa sentire con forza e determinazione.

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