L’intelligenza artificiale entra nel contratto dei dipendenti pubblici, ma l’uomo resta al comando. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale del personale non dirigenziale delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027 ha introdotto per la prima volta una norma specifica sull’utilizzo dell’IA, con l’obiettivo di garantire che l’automazione non possa prendere decisioni decisive sul lavoro di un dipendente. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha dato il parere favorevole del Governo, dopo un accordo tra l’Aran e le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è bilanciare l’efficienza dei sistemi automatizzati con la tutela dei diritti dei lavoratori.
Un contratto che guarda al futuro del lavoro
Il contratto, che riguarda oltre 400mila dipendenti con una retribuzione media di 33.115,23 euro, prevede incrementi retributivi a regime pari al 5,36 per cento del monte salari 2023. Di questi, il 4,99 per cento è destinato alla rivalutazione della retribuzione tabellare, mentre lo 0,37 per cento riguarda la rivalutazione del Fondo risorse decentrate. Gli aumenti medi si attestano intorno ai 152 euro mensili lordi per i dipendenti dei comuni e a circa 140 euro per quelli degli altri enti. L’obiettivo è migliorare le condizioni di lavoro, ma anche adattarsi al progresso tecnologico.
La macchina non decide, l’uomo resta al centro. La novità più significativa del contratto è l’introduzione di una sezione dedicata all’intelligenza artificiale. L’utilizzo dell’IA deve essere sicuro, affidabile e trasparente, rispettoso della dignità umana e della riservatezza dei dati personali. L’algoritmo non può prendere decisioni esclusivamente automatizzate che incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro senza un adeguato intervento umano. L’IA può essere uno strumento, ma non il soggetto finale della decisione. Dietro ogni valutazione che incide sulla vita professionale di un dipendente deve esserci qualcuno in carne e ossa che possa comprenderla, verificarla e assumersene la responsabilità.
Trasparenza e responsabilità: i nuovi obblighi
Il contratto sottolinea l’importanza della trasparenza nell’utilizzo dell’IA. Diventa essenziale sapere come e per quale scopo viene utilizzata l’automazione, quali dati vengono elaborati e quale peso abbia avuto il sistema automatizzato nella decisione finale. Questo è un tema cruciale, soprattutto in un contesto in cui l’IA sta entrando sempre di più nella Pubblica amministrazione. L’obiettivo è garantire che l’automazione non venga utilizzata in modo improprio o senza controllo, ma come strumento a supporto del lavoro umano.
L’uomo rimane al centro, anche quando la macchina è in grado di fare molto di più. Il contratto rappresenta una svolta nel rapporto tra lavoro e tecnologia. Non solo introduce nuove figure professionali, come il social media e digital manager, ma anche una normativa che cerca di equilibrare l’efficienza dei sistemi automatizzati con la tutela dei diritti dei dipendenti. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro in cui l’innovazione non comprometta la dignità e la responsabilità del lavoro umano.



