Quattordici organizzazioni del Terzo settore italiano e europeo hanno scritto alla Commissione europea e al governo italiano per chiedere misure urgenti per proteggere i soggetti civili, umanitari e istituzionali colpiti dalle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti. L’iniziativa, promossa da Banca Etica e altre associazioni, mira a difendere la democrazia e la sovranità europea nel settore dei servizi digitali e finanziari. Le organizzazioni denunciano l’uso improprio delle liste anti-terrorismo per isolare soggetti ritenuti scomodi, come giudici, relatori ONU e associazioni umanitarie.
Un problema politico e giuridico
La lettera, firmata da organizzazioni come Acli, Altromercato, Oxfam e altre, sottolinea come le sanzioni USA possano avere effetti sproporzionati su soggetti non colpevoli. «Aver dovuto sospendere il conto dell’Associazione A/I, a seguito dell’inserimento nella lista delle organizzazioni terroristiche del governo statunitense», spiega Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, «è stata una decisione sofferta. In assenza di strumenti europei di tutela per le banche, abbiamo dovuto agire per evitare il rischio di subire sanzioni secondarie che possono pregiudicare l’operatività di tutti i nostri clienti». L’iniziativa vuole costruire una rete di organizzazioni per chiedere al governo e all’Unione europea di compiere atti concreti a difesa della autonomia giuridica e finanziaria di chi vive e opera nella UE.
Le sanzioni unilaterali rischiano di colpire soggetti non colpevoli. Le organizzazioni denunciano come le liste anti-terrorismo siano spesso utilizzate per isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali ritenuti scomodi. Tra i casi citati, ci sono i giudici della Corte Penale Internazionale, la relatrice ONU Francesca Albanese e singole associazioni come il collettivo Autistici / Inventati – A/I, che sono state sanzionate senza alcun processo giudiziario.
Chiedono tutele e strumenti europei
Le richieste del network di organizzazioni italiane e europee sono analoghe a quelle avanzate da 30 associazioni olandesi, che hanno chiesto misure di tutela per i soggetti incensurati ingiustamente colpiti dalle sanzioni USA. Tra le richieste principali, c’è la protezione dei servizi bancari con tutele aggiuntive, l’istituzione di un punto di contatto per chi ritiene di essere ingiustamente destinatario di sanzioni, e la creazione di uno strumento europeo anti-coercizione per opporsi alle sanzioni unilaterali considerate ingiuste.
Si chiede un’infrastruttura digitale europea indipendente. Inoltre, si chiede di investire in un’infrastruttura digitale e finanziaria europea indipendente, con priorità alla creazione di alternative europee per cloud, social media e sistemi di pagamento. Le organizzazioni chiedono anche un’azione diplomatica per pressare le istituzioni europee a prendere posizione chiara contro l’impatto sproporzionato delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti. Per manifestare la propria adesione, si può scrivere a [email protected]. L’appello, aperto a ulteriori sottoscrizioni, rappresenta un passo importante per difendere la sovranità finanziaria, l’indipendenza digitale e lo stato di diritto in Europa.



