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sabato 3 Ottobre 2026

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Sigfrido Ranucci approva chi boicotta la Rai, social in fermento

Sigfrido Ranucci approva chi boicotta la Rai, commenti e like su social alimentano dibattito

Sigfrido Ranucci, vicedirettore della Rai, ha espresso un sostegno esplicito a chi decide di boicottare la televisione pubblica, un atteggiamento che ha suscitato reazioni su diversi canali social. L’approvazione, seppur non ufficiale, è emersa attraverso commenti e like da parte del conduttore di Report, che ha mostrato interesse per le critiche rivolte alla Rai e ha incoraggiato i suoi follower a partecipare a una forma di protesta. L’episodio ha acceso un dibattito su come un dirigente di un’azienda pubblica possa prendere posizione a favore di una forma di resistenza esterna, nonostante le sue funzioni istituzionali.

Un doppio standard sui social

Ranucci ha ricevuto numerose reazioni da parte degli utenti che si sono scagliati contro la Rai, accusandola di non essere imparziale o di essere controllata da interessi politici. In alcuni commenti, i follower hanno espresso apprezzamento per la posizione del vicedirettore, che ha risposto con like a post che criticano la televisione pubblica. Questo comportamento ha suscitato polemiche, soprattutto perché Ranucci, pur essendo un dirigente della Rai, ha mostrato un sostegno esplicito a una forma di protesta esterna. Il doppio standard è emerso anche in relazione a un passato episodio in cui il direttore di approfondimento della Rai, Corsini, aveva espresso un like su un post che attaccava Report, un programma che Ranucci stesso condurrebbe.

Un like bastava per mettere in discussione l’imparzialità di Corsini

Nel suo ricorso per essere ricollocato alla guida di Report, Ranucci ha citato un episodio in cui Corsini aveva messo un like su un post di Esperia, una piattaforma che attacca la Rai. L’episodio ha sollevato polemiche sull’imparzialità del direttore. Tuttavia, Ranucci ha anche ricevuto commenti su social che lo accusavano di non essere allineato con i valori della televisione pubblica. Questo ha portato a una situazione in cui il vicedirettore, pur essendo un dipendente della Rai, si è trovato a prendere posizione a favore di una forma di protesta esterna, un atteggiamento che ha suscitato dibattiti su come si debba comportare un dirigente di un’azienda pubblica.

Un’inchiesta e tensioni interne

Un altro aspetto che ha suscitato interesse è il ruolo di Gino Zavalani, ex braccio destro di Report, che ha rivelato dettagli su rapporti interni tra Ranucci e Mottola, che hanno portato a tensioni all’interno della redazione. L’audio di Zavalani ha riaperto il dibattito su come i rapporti tra i dirigenti della Rai possano influenzare le decisioni e le relazioni interne. Questi episodi, seppur non direttamente legati al boicottaggio, hanno contribuito a creare un clima di tensione all’interno dell’azienda.

Le accuse di bullismo sessuale e l’audit

La situazione ha anche visto l’intervento di Antonino Monteleone, conduttore di Filorosso, che ha pubblicato un video in cui la Boursier ha incalzato Mottola e Nerazzini su accuse di comportamenti sessuali e relazioni con fonti. Questi episodi, seppur non direttamente legati al boicottaggio, hanno contribuito a creare un clima di tensione all’interno della Rai, con conseguenze che si vedono anche sui social.

La posizione di Ranucci, pur non ufficiale, ha suscitato reazioni su diversi canali social, con utenti che hanno espresso apprezzamento per il suo sostegno a chi boicotta la Rai. Tuttavia, il comportamento del vicedirettore ha sollevato polemiche, soprattutto per il doppio standard che sembra emergere tra lui e il direttore Corsini. L’episodio ha acceso un dibattito su come un dirigente di un’azienda pubblica possa prendere posizione a favore di una forma di protesta esterna, nonostante le sue funzioni istituzionali.

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