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sabato 3 Ottobre 2026

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Bollette in aumento fino a 800 euro: allarme sindacati per le famiglie lecchesi

L’allarme dei sindacati per l’aumento delle bollette in Lombardia, con rincari fino a 800 euro per famiglia.

La Cgil di Lecco ha lanciato un allarme per le famiglie lecchesi, segnalando un aumento delle bollette per luce e gas fino a 800 euro all’anno. L’incremento, che colpisce in modo particolare il territorio manifatturiero, è legato a una contrazione dell’industria e a una riduzione del potere d’acquisto dei lavoratori. Il sindacato chiede un nuovo patto per il territorio, in vista di una crisi industriale e sociale che sembra non essere più un problema temporaneo.

Un territorio a due velocità

In Lombardia, il tasso di occupazione cresce, ma l’industria perde quasi 55mila posti in un anno. Il Lecchese, con la sua vocazione manifatturiera, è particolarmente colpito: la contrazione crea un allarme occupazionale e salariale. La Cgil sottolinea che il ridimensionamento del settore industriale non è un rallentamento temporaneo, ma un processo strutturale che mette a rischio la stabilità delle famiglie.

Disoccupazione e divario di genere

Il tasso di occupazione maschile in Lombardia è al 77,6%, mentre quello femminile al 62,1%, con una differenza di 15,5 punti. Nel Lecchese, la rigidità degli orari e la mancanza di servizi per la cura familiare frenano la partecipazione delle donne al lavoro. Questo divario, secondo il sindacato, non è solo un problema di genere, ma anche un fattore che riduce la capacità del territorio di attrarre e trattenere i giovani. La Cgil ha anche segnalato un calo del 20,5% nella cassa ordinaria, mentre i fondi di solidarietà sono aumentati del 32,35%. Questo scenario indica una gestione dei costi che spesso scarica sui lavoratori il peso dei licenziamenti e degli esuberi. Molti imprenditori evitano la cassa straordinaria per cessazione, preferendo non sostenere i costi.

Costo della vita e inflazione

Con l’inflazione al 3,4% ad agosto, le famiglie lecchesi si preparano a un inverno con bollette in aumento fino a 800 euro. I dati della Camera del lavoro di Lecco indicano un aumento del 13% sul gas e del 10% sull’energia elettrica. Questi rincari, insieme a salari fermi e carburanti più cari, erodono il potere d’acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici.

La Cgil sostiene che questa situazione “drammaticamente” riduce la capacità delle famiglie di acquistare beni e servizi essenziali. Il sindacato chiede un intervento immediato per contrastare l’aumento del costo della vita e per proteggere i redditi dei lavoratori. Il Pnrr, che dovrebbe migliorare i servizi sociali e la rete di assistenza, mostra ritardi significativi. In Lombardia, il 34,7% dei progetti per asili nido e scuole dell’infanzia è completato, ma solo il 9,9% degli alloggi universitari. Questi ritardi, secondo il sindacato, indeboliscono la rete sanitaria e assistenziale di prossimità, aumentando il carico di cura sulle donne. La Cgil propone un “nuovo patto per il territorio”, che preveda occupazione stabile, qualificata e ben retribuita. L’obiettivo è trattenere i giovani e arginare lo spopolamento. Il sindacato chiede anche una politica industriale guidata dal pubblico, in collaborazione con l’Università, per gestire le transizioni ecologica e digitale. L’obiettivo dichiarato è “anticipare i processi di crisi industriale e sociale anziché rincorrerli”.

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