Siracusa, l’ex albergo dei pellegrini, situato davanti al Santuario della Madonna delle Lacrime, è stato murato dal Comune per chiudere l’accesso al presidio che ospitava i senzatetto. L’edificio, una volta destinato a accogliere i pellegrini, è diventato un rifugio per chi non ha un tetto. La decisione ha suscitato preoccupazioni, poiché l’unico posto dove dormire per tanti è stato improvvisamente tolto, senza una soluzione alternativa.
Un’emergenza sociale in un luogo di culto
L’ex Casa del Pellegrino, che un tempo aveva una settantina di camere, un parcheggio e un ristorante, è oggi un rudere diventato rifugio di disperati. All’interno ci sono giacigli improvvisati, materassi sporchi e rifiuti di ogni genere. L’odore di decomposizione e la mancanza di servizi rendono l’ambiente insalubre, ma per chi non ha alternative, è l’unico posto dove trascorrere la notte. Le fiamme hanno divampato più volte, l’ultima ad agosto, e il rischio di nuovi roghi rimane.
La muratura non risolve il problema, ma lo peggiora.
Il Comune ha provato a mettere un argine murando gli accessi, ma la barriera, almeno per ora, non regge: già oggi si segnala che alcune persone sono riuscite comunque a rientrare nei locali. Un copione già visto, perché interventi analoghi in passato non hanno fermato né i furti né gli incendi. Chi dorme là dentro è un’umanità che di solito non si vede. La domanda che nessuno sembra porsi è dove andranno a dormire stanotte.
La vicenda giudiziaria e l’abbandono dell’immobile
L’immobile, di proprietà comunale, era stato concesso in comodato gratuito al Santuario per cinquant’anni, fino al 2047. Nel 2020 il Comune ha avviato la revoca del comodato, accusando il Santuario di aver ceduto l’immobile a terzi e di averne cambiato la destinazione d’uso. La vicenda è finita davanti ai giudici amministrativi, con un verdetto a favore del Comune nel febbraio 2024. Tuttavia, la restituzione materiale dell’immobile non è mai avvenuta in modo definitivo, e nel frattempo l’edificio è stato razziato, vandalizzato e occupato abusivamente. Nonostante la vicenda sia stata portata sul tavolo della Prefettura, con una pulizia straordinaria per rimuovere i rifiuti e ristabilire condizioni igieniche, la situazione non si è risolta. Il Comune e il Santuario si rimpallano le responsabilità, mentre l’edificio si sgretola e chi non ha un posto dove andare continua a trovarvi rifugio.
Un presidio per la tutela del patrimonio pubblico.
Il Partito comunista italiano, attraverso l’esponente Marco Gambuzza, ha portato la protesta anche fuori dai social, organizzando un presidio davanti alla struttura. L’obiettivo è chiedere alla Prefettura un tavolo permanente su sicurezza, igiene e tutela dell’immobile. I video pubblicati mostrano lo stato dei locali e la disperazione di chi lì dentro ha trovato un posto dove trascorrere la notte. L’emergenza sociale si consuma in pieno centro, tra fedeli e turisti, con un’immagine di abbandono che non si vede mai.
Nonostante siano stati avanzati progetti sociali legati al Pnrr, come quelli per la realizzazione di un centro con accoglienza notturna limitata e servizi di base, di quel progetto si sono perse le tracce. Il paradosso è evidente: davanti a uno dei luoghi di culto più visitati della città, un edificio nato per l’ospitalità è diventato il simbolo dell’abbandono. Una risposta definitiva non c’è, e la situazione rimane in sospeso, con i senzatetto che continuano a trovare rifugio in un luogo che non è più destinato a loro.



