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domenica 4 Ottobre 2026

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Renzi apre a dialogo con M5s: “Meno divisioni, più accordi”

Renzi chiede garanzie a Conte su Salvini, Giorgetti e Trump.

Matteo Renzi ha aperto nuove porte al dialogo con il Movimento 5 Stelle (M5s), sottolineando che tra i due partiti ci sono più elementi di unità che di divisione. Durante la chiusura della Leopolda, l’ex premier ha ribadito la sua volontà di costruire un accordo di coalizione, pur chiedendo tre garanzie a Giuseppe Conte: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e mai una posizione a favore di Donald Trump. L’annuncio, reso pubblico da Redazione Politica, segna un ulteriore passo nella complessa dinamica tra i leader del centrosinistra.

Un bivio cruciale per il futuro del Paese

Renzi ha sottolineato che la partita non riguarda solo lui, ma l’intero Paese. “La partita non riguarda noi, è secca: o Meloni va al Quirinale o va a casa”, ha detto, riferendosi al rischio che la destra possa prendere il controllo del governo. L’ex premier ha ritenuto necessario un bivio: o il centrosinistra si unisce e vince, oppure si lascia vincere. Se il centrosinistra sta unito, la partita è chiusa. Vinciamo noi, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di un’azione congiunta per evitare un presidenzialismo de facto.

Un appello ai riformisti e a chi non nega l’Europa

Renzi ha lanciato un appello ai riformisti, in particolare di Forza Italia, invitandoli a lasciare il partito e a unirsi a lui. “Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve”, ha detto, riferendosi a un possibile campo largo che potrebbe includere diversi gruppi politici. L’obiettivo è creare un’alternativa forte alla destra, che non nega l’Europa e non si allinea con posizioni estreme. “Non mi interessa chi fa il premier o il ministro. In questa fase non mi interessa”, ha sottolineato, mettendo in primo piano l’unità d’azione.

Renzi ha anche rifiutato l’idea di far da garante Elly Schlein, sottolineando che la sua storia politica è diversa dalla sua e che ha avuto il coraggio di affrontarlo. “Elly Schlein non può essere quella che ‘garantisce’ per me”, ha detto, ritenendo che la figura di Schlein non sia adatta a rappresentare i suoi interessi. Al suo posto, Renzi ha insistito su un programma serio e su un contratto alla tedesca, che potrebbe essere la strada per un accordo di coalizione.

La situazione politica appare tuttavia complessa, con un’alternativa che si presenta come un’opportunità per il centrosinistra, ma anche un rischio se non si riesce a trovare un accordo. Renzi, pur mantenendo una posizione chiara, ha cercato di aprire le porte a un dialogo costruttivo, pur mantenendo le sue posizioni chiare e ferme. La sfida è grande, ma l’obiettivo è chiaro: evitare un cambiamento di rotta che potrebbe portare il Paese verso un presidenzialismo de facto.

Renzi ha anche ribadito che non si interessa chi governerà, ma che l’unità del centrosinistra è fondamentale per vincere. “In questa fase non mi interessa chi fa il premier o il ministro”, ha detto, sottolineando che l’azione congiunta è la chiave per evitare un’eventuale vittoria della destra. L’obiettivo è creare un campo largo, ma solo se si riesce a trovare un accordo tra i diversi gruppi politici. Se il centrosinistra non si unisce, perderà la partita, ha concluso, mettendo in evidenza l’importanza di un’azione congiunta.

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