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domenica 4 Ottobre 2026

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Salute

Sabrina Colle racconta il ricovero di Vittorio Sgarbi: “L’infermiere lo aveva idratato, al risveglio non respirava bene”

Sabrina Colle, compagna di Vittorio Sgarbi, racconta il ricovero: “L’infermiere lo aveva idratato, al risveglio non respirava bene”

Vittorio Sgarbi, critico d’arte e ex sottosegretario alla Cultura, è ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo un ricovero d’urgenza lo scorso 30 settembre, a causa di un’insufficienza respiratoria. La sua compagna, Sabrina Colle, ha raccontato in un articolo su Il Giornale le ore che hanno preceduto l’ospitalità, sottolineando l’impatto emotivo dell’esperienza. “L’infermiere lo aveva idratato. Al risveglio non respirava bene”, ha scritto la donna, descrivendo con dettaglio il momento in cui ha deciso di portare il marito in ospedale.

Un ricovero d’urgenza e un’esperienza di dolore e speranza

La situazione di Vittorio Sgarbi, 74 anni, è rimasta critica ma stabile. Sabrina Colle ha spiegato come, dopo un’idratazione e la somministrazione di un antipiretico da parte di un infermiere, il marito non respirasse bene al risveglio. Non c’è tempo da perdere, si corre al Gemelli, ha scritto, raccontando come si è trovata sola nella sala d’attesa del pronto soccorso, finché non è stata informata che avrebbe potuto raggiungerlo nel reparto di rianimazione.

Il Gemelli, luogo di dolore ma anche di speranza

La compagna di Sgarbi ha descritto l’esperienza di attraversare i corridoi dell’ospedale come un momento profondamente toccante. “Attraversare quelle corsie, proprio mentre sto vivendo uno dei momenti più difficili della mia vita, è stata un’esperienza profondamente toccante, che mi ha fatto comprendere con una chiarezza mai provata prima quanto la nostra esistenza sia fragile e preziosa”, ha scritto. Sabrina Colle ha anche sottolineato l’importanza del comportamento del personale medico e infermieristico, che ha contribuito a creare un rapporto di fiducia durante un momento di angoscia.

La donna ha espresso un giudizio positivo sul modo in cui i medici e gli infermieri si rivolgono ai pazienti e ai loro familiari. Una parola pronunciata con il tono giusto, un gesto di attenzione, uno sguardo comprensivo, possono instaurare immediatamente quel rapporto di fiducia che, nei momenti più difficili, ci fa sentire protetti e nelle mani giuste. Inoltre, ha espresso un sentimento di conforto nel vedere il lavoro instancabile del personale ospedaliero.

La testimonianza di Sabrina Colle ha messo in luce non solo la situazione di salute di Vittorio Sgarbi, ma anche l’impatto emotivo che può avere un ricovero in un luogo come il Gemelli. La sua esperienza, raccontata con sincerità e profondità, ha reso visibile l’importanza di un ambiente ospedaliero che, pur essendo un luogo di dolore, può anche essere un luogo di speranza e di conforto per chi vi si trova. La donna ha anche sottolineato come, durante l’esperienza, abbia potuto constatare personalmente quanto sia importante il modo in cui medici e infermieri si rivolgono ai pazienti e ai loro familiari. “Quello che ho visto non ha cancellato la mia angoscia, ma mi aiuta a sopportarla”, ha concluso. La sua descrizione ha reso concreto un momento di sofferenza, ma anche di empatia e di comprensione da parte del personale sanitario.

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