Almeno 120 persone senzatetto dormono in strada a Bolzano, in Alto Adige, dove i centri per l’emergenza freddo riapriranno il primo novembre con circa 240 posti a disposizione. L’appello, lanciato da volontari e associazioni locali, sottolinea l’urgenza di servizi essenziali come bagni pubblici e depositi per gli oggetti, elementi ritenuti fondamentali per la dignità delle persone senza dimora. Mentre i centri si preparano a ricevere un numero elevato di richieste, i volontari denunciano la mancanza di supporto da parte delle istituzioni.
Volontari in prima linea, ma senza sostegno
Le volontarie delle associazioni VinziShower e Dormizil segnalano che, oltre a un posto caldo per dormire, sono necessari bagni pubblici gratuiti e un luogo sicuro per depositare i propri oggetti. Le persone senzatetto non sanno dove andare in bagno, spiega Inge Mahlknecht, volontaria presso Dormizil. «Possono andare al VinziShower, ma essendo un servizio che si appoggia totalmente sulle spalle dei volontari, non può essere aperto sempre». La mancanza di supporto istituzionale ha reso sempre più difficile il lavoro di chi si dedica a questa causa, con i volontari che spesso si trovano a fronteggiare situazioni complesse senza risorse.
Un piano strutturale richiesto dai Verdi
A Bolzano, i Verdi hanno depositato una mozione in consiglio provinciale per chiedere un piano pluriennale e strutturale in risposta alla «grave situazione delle persone senza dimora in Alto Adige». Tra le richieste, si annovera l’adozione del modello europeo «Housing First», che pone il diritto alla casa come base di ogni intervento sociale. L’assessora comunale Patrizia Brillo incontrerà nei prossimi giorni l’assessora provinciale Rosmarie Pamer e il presidente Arno Kompatscher per fare il punto sulla situazione. Nessuno deve morire di freddo in Alto Adige, è l’appello dei Verdi, che ricordano la tragedia del 19enne Mostafa Abdelaziz Abouelela, trovato privo di vita nel dicembre 2022 dopo che non aveva trovato posto nei dormitori.
La questione dei bagni pubblici rappresenta un nodo complesso, con i servizi igienici che vengono spesso danneggiati o vandalizzati. «Una spesa pubblica costante per rimettere in funzione i servizi, continuamente danneggiati», spiega l’assessora Patrizia Brillo. Mentre i centri si preparano a ricevere un numero elevato di richieste, i volontari continuano a lavorare senza sostegno, chiedendo un piano strutturale e un maggiore impegno da parte delle istituzioni per garantire la dignità e la sicurezza delle persone senzatetto.
Gerda Gius e Rosina Ruatti, volontarie da anni alla VinziShower, raccontano di aver visto persone che hanno bisogno di relazioni umane e di supporto. «Ci sono tante persone che lavorano e non hanno un tetto, tanti altri che vivono in strada da molti anni e non riescono più a inserirsi nel tessuto sociale», spiega Gerda Gius. La mancanza di volontari ha reso insostenibile il servizio, che inizialmente era aperto tutti i giorni. «La città di Bolzano invece di ringraziare questi servizi su base volontaria che danno dignità alle persone, fa di tutto per andarci contro», protesta il consigliere Zeno Oberkofler. L’introduzione di depositi per gli oggetti delle persone senzatetto, già presente in molte città europee, è vista come una soluzione semplice ma necessaria.
La mancanza di volontari ha reso sempre più difficile il lavoro di chi si dedica a questa causa, con i volontari che spesso si trovano a fronteggiare situazioni complesse senza risorse. La città di Bolzano non sostiene i servizi volontari, denuncia il consigliere Zeno Oberkofler. «Manca il sostegno da parte della politica ai volontari». Mentre i centri si preparano a ricevere un numero elevato di richieste, i volontari continuano a lavorare senza sostegno, chiedendo un piano strutturale e un maggiore impegno da parte delle istituzioni per garantire la dignità e la sicurezza delle persone senzatetto.



