Un 38enne residente a Castel Goffredo, nel Mantovano, è stato rinviato a giudizio per presunte attività di reclutamento jihadista e propaganda terroristica. Khalil Ullah, cittadino del Bangladesh, è stato arrestato nel settembre 2025 nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia. L’uomo, che vive in Italia da 18 anni con la moglie e le tre figlie, è accusato di aver indottrinato giovani e giovanissimi della comunità Tabligh mantovana, utilizzando materiali religiosi e estremisti per avvicinarli al messaggio jihadista.
Indottrinamento e materiali estremisti
Secondo la ricostruzione della Procura, Ullah avrebbe influenzato Faysal Rahman, un uomo precedentemente condannato per appartenenza al gruppo terroristico Tehrik-e Taliban Pakistan (TTP), attraverso messaggi e materiali di carattere religioso ed estremista. L’inchiesta ha portato all’analisi dello smartphone dell’indagato, nel quale sono stati trovati video relativi ad addestramento militare, con esercitazioni sull’uso di armi e tecniche di movimento e copertura tattica. Non sono emersi contatti diretti con organizzazioni terroristiche. La difesa, assistita dall’avvocato Stefano Orlandi, respinge le contestazioni. Ullah ammette la propria forte religiosità, ma nega di essere radicalizzato e, soprattutto, di aver svolto attività di reclutamento o propaganda terroristica. L’uomo si dichiara innocente e sostiene di non aver mai avvicinato nessuno al messaggio jihadista.
Un ruolo carismatico nella comunità
La Procura considera Ullah una figura carismatica all’interno della comunità religiosa mantovana, sfruttata per avvicinare persone particolarmente giovani o vulnerabili al messaggio jihadista. L’inchiesta ha evidenziato come l’indagato abbia utilizzato il suo ruolo per indottrinare giovani attraverso materiali e messaggi estremisti. Nonostante le accuse, la difesa sottolinea la mancanza di prove dirette di contatti con gruppi terroristici. Il processo inizierà il prossimo 3 dicembre davanti alla Corte d’assise di Mantova. L’uomo, operaio tessile, è stato sottoposto a indagini per la sua presunta attività di reclutamento e propaganda, ma non è stato trovato alcun legame con organizzazioni terroristiche esterne. La difesa continuerà a sostenere la sua innocenza, sottolineando la sua forte religiosità e la mancanza di prove concrete.
- Ullah è stato arrestato nel settembre 2025
- Indagato per reclutamento e propaganda jihadista
- Non emersi contatti diretti con organizzazioni terroristiche
- La difesa respinge le contestazioni
La Procura ha sottolineato come l’indottrinamento avvenisse attraverso materiali religiosi e estremisti, senza alcun legame con gruppi terroristici esterni. L’inchiesta ha rivelato come Ullah abbia sfruttato il suo ruolo all’interno della comunità per avvicinare giovani al messaggio jihadista. La difesa, però, continua a sostenere la sua innocenza, mettendo in dubbio la validità delle accuse e la mancanza di prove dirette.



