Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha lanciato un avvertimento durante l’apertura dell’anno accademico del College of Europe di Natolin, a Varsavia. “La pace senza difesa è un’illusione”, ha detto, sottolineando l’urgenza di rafforzare la difesa comune in Europa. La sua dichiarazione arriva in un contesto di crescente tensione con la Russia, che negli ultimi dodici mesi ha ripetutamente minacciato la sicurezza degli Stati membri dell’Unione europea, trasformando le minacce ibride in attacchi concreti. Costa ha avvertito che l’incremento delle risorse deve essere accompagnato da una razionalizzazione delle capacità, altrimenti il sistema di difesa rischierà di non essere efficace.
La Polonia come esempio di trasformazione strategica
Costa ha scelto la Polonia come paradigma della trasformazione strategica del continente, ricordando che nel 1992, 50.000 militari russi erano ancora schierati in Polonia, che all’epoca non era membro della NATO. Oggi, la Polonia dispone del terzo esercito della NATO per numero di effettivi e del più grande dell’Unione europea. Questo cambiamento, ha sottolineato, dimostra come le condizioni di sicurezza costruite in Europa dopo la Guerra fredda non possano più essere considerate acquisite. La Russia ha trasformato le minacce ibride in attacchi concreti, minacciando la sicurezza degli Stati membri.
Un aumento di spesa senza una strategia comune
Gli Stati membri stanno infatti sostenendo investimenti militari senza precedenti: secondo le proiezioni dell’Agenzia europea per la difesa (Eda), la spesa complessiva raggiungerà circa 454 miliardi di euro nel 2026 e potrebbe salire a 547 miliardi entro il 2029. Tuttavia, Costa ha avvertito che l’incremento delle risorse deve essere accompagnato da una razionalizzazione delle capacità. “Dobbiamo investire di più, ma soprattutto dobbiamo investire meglio”, ha detto, aggiungendo che non è necessario replicare le stesse capacità in ogni Stato membro.
La priorità, ha sottolineato, è “l’efficienza e un’equa ripartizione degli oneri” per “costruire un sistema di difesa europeo comune, capace di scoraggiare le aggressioni esterne e proteggere i nostri cittadini”. Costa ha collegato questa necessità al deterioramento dello scenario di sicurezza, sottolineando che gli attacchi della Russia contro l’Ucraina non rappresentano una minaccia soltanto per l’Ucraina, ma minacciano anche le popolazioni civili e la sicurezza generale dei Paesi oltre i confini russi. “Questa escalation non può essere accettata”, ha concluso Costa, avvertendo che la Russia deve interrompere questa pericolosa deriva. Gli sviluppi in corso impongono, ha aggiunto, di “rafforzare la nostra prontezza nella difesa, accelerare la nostra agenda e fare di più insieme per contrastare queste minacce”. La difesa europea deve diventare un sistema comune, capace di rispondere alle minacce esterne e di garantire la sicurezza dei cittadini.
Costa ha anche sottolineato che la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha dimostrato che la pace e la sicurezza in Europa richiedono forza, resilienza e responsabilità. La Russia, ha aggiunto, sta trasformando sempre più le minacce ibride in attacchi ibridi, estendendo la sua pressione non solo sul campo di battaglia ucraino, ma anche nella dimensione ibrida. La difesa europea, quindi, deve diventare un sistema comune, capace di rispondere alle minacce esterne e di garantire la sicurezza dei cittadini.



