Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 5 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Ilva, stop agli altiforni confermato: l’8 ottobre inizia lo spegnimento senza attendere la Cassazione

Ilva deve spegnere gli altiforni senza attendere la Cassazione, l’8 ottobre inizia lo spegnimento per tutela salute.

L’Ilva dovrà spegnere gli altiforni senza attendere il giudizio della Corte di Cassazione, come confermato dalla Corte d’Appello di Milano. L’8 ottobre inizierà l’abbassamento della carica dell’altoforno 2, l’unico in funzionamento, per rispettare il decreto emesso a fine luglio. La decisione, resa pubblica il 5 ottobre 2026, ha respinto il secondo ricorso dell’azienda e di Acciaierie d’Italia, sottolineando che il diritto alla salute prevale sull’interesse economico.

La tutela del diritto alla salute prevale

La Corte d’Appello ha ribadito che la tutela del diritto alla salute è prioritaria, anche in considerazione dell’interpretazione della Corte di Giustizia europea del 2024, che ha sostenuto la necessità di interventi di ambientalizzazione. I giudici hanno ritenuto che non possano essere rimandati gli interventi di riduzione delle emissioni nocive e che l’Ilva, se inquina, deve chiudere. La decisione è stata presa in un contesto in cui la società è in amministrazione straordinaria e deve rispettare le direttive giudiziarie.

La Corte ha ritenuto che il rischio derivante dallo spegnimento non possa superare il diritto alla salute.

Le istanze di sospensiva respinte

I legali dell’Ilva e di Acciaierie d’Italia avevano chiesto di sospendere l’esecuzione del decreto, temendo un danno irreparabile per l’azienda. Tuttavia, la Corte ha respinto la richiesta, sottolineando che la fissazione dell’udienza della Cassazione non modifica la decisione già presa. Anche il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva chiesto di respingere la nuova istanza di sospensiva, dopo quella rigettata l’11 settembre. Ascanio Amenduni, avvocato dei cittadini tarantini, ha spiegato che, essendo l’impianto al minimo, non c’è alcun pregiudizio irreparabile. La Corte ha confermato che la fissazione dell’udienza della Cassazione è solo una conseguenza della presentazione dei ricorsi, e non modifica la decisione già presa.

La vicenda ha origini lontane

La vicenda è iniziata cinque anni fa, quando l’Associazione Genitori Tarantini ha aperto una azione inibitoria collettiva per tutelare la salute dei cittadini. La Corte d’Appello ha riconosciuto la validità di questa azione, sottolineando che la tutela sostanziale degli interessi coinvolti non è cambiata. La decisione è stata resa pubblica il 5 ottobre 2026, dopo la discussione delle parti il 30 settembre. La Corte ha anche ribadito che la tutela del diritto alla salute è comunque prevalente, nel rispetto dell’interpretazione data in sede comunitaria e delle previsioni costituzionali. La decisione è stata resa in un contesto in cui l’Ilva è in amministrazione straordinaria e deve rispettare le direttive giudiziarie.

  • La Corte d’Appello di Milano ha respinto il ricorso dell’Ilva e di Acciaierie d’Italia.
  • Il diritto alla salute prevale sull’interesse economico.
  • La decisione è stata resa il 5 ottobre 2026.
  • Lo spegnimento degli altiforni inizierà l’8 ottobre.
  • La Corte ha ribadito la validità dell’azione inibitoria collettiva.

La vicenda dell’Ilva rappresenta un caso emblematico del conflitto tra diritti economici e salute pubblica, con un esito che ha confermato la priorità della tutela del benessere dei cittadini. La decisione della Corte d’Appello di Milano ha chiuso un lungo dibattito, con conseguenze dirette per l’azienda e per la comunità di Taranto.

Leggi anche