Il presidente dell’associazione Salvagente Italia, Mirko Damasco, ha annunciato via social il suo sciopero della fame per protestare contro i ritardi nell’approvazione della legge Bove, un provvedimento che mira a migliorare il primo soccorso e la disponibilità dei defibrillatori in Italia. L’annuncio, fatto il 5 ottobre 2026, arriva dopo una manifestazione tenutasi a Roma il 4 ottobre, durante la quale Damasco ha espresso preoccupazione per la mancanza di azioni concreti da parte delle istituzioni. La legge, presentata a novembre 2025 e in discussione nella commissione istruzione del Senato, è considerata da Damasco un’occasione per salvaguardare vite umane, ma è rimasta bloccata per oltre un anno e mezzo, nonostante le promesse di approvazione rapida.
Sciopero della fame per la legge Bove
Damasco ha dichiarato che il suo sciopero della fame inizia “da oggi” e che non intende interromperlo finché la legge non sarà approvata. “Quando diciamo che il primo soccorso deve diventare materia scolastica tutti applaudono, poi però quando bisogna metterci del proprio…La legge Bove è ferma, esattamente come quella delle piscine”, ha detto, riferendosi a un altro provvedimento bloccato. L’annuncio è stato fatto in diretta su Instagram, con l’ausilio di un video in cui Damasco ha spiegato la sua decisione. “Siamo stati in piazza a Roma, eravamo pochi ma quando si parla di diritti siamo pronti”, ha aggiunto, sottolineando l’impegno della sua associazione.
La legge Bove è un provvedimento che dobbiamo ai nostri figli. L’obiettivo è ridurre il numero di decessi per arresto cardiaco, un problema che ha visto migliaia di vittime negli ultimi anni. La legge, intitolata in onore del calciatore Edoardo Bove, che ha perso la vita a causa di un arresto cardiaco nel 2024, mira a promuovere le azioni di primo soccorso da parte di chiunque, anche personale non medico. Prevede formazione nelle scuole e nelle università sull’uso dei defibrillatori, sgravi fiscali per l’acquisto di dispositivi e obbligo di manutenzione regolare. Inoltre, impone che i defibrillatori siano sempre accessibili e funzionanti, soprattutto per chi deve dotarsene per legge, come le società sportive.
Un impegno concreto
Damasco ha annunciato che non mangierà più finché la legge non sarà approvata. “Quella di stasera (ieri, ndr), è stata la mia ultima cena. Da questo momento inizierò lo sciopero della fame. Da oggi berrò soltanto, integrerò solo con sali minerali ma da questo momento senza una fine inizia lo sciopero della fame”, ha detto, mostrando la sua determinazione. L’azione è vista come un atto di protesta estremo, ma anche un modo per ricordare l’urgenza del provvedimento. “A voi la scelta: il presidente di una associazione che sta in sciopero della fame a tempo indeterminato o approvare questa legge”, ha concluso, rivolgendosi al pubblico.
La legge Bove è un provvedimento che dobbiamo ai nostri figli. L’associazione Salvagente, che ha partecipato a numerose iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, ha espresso la sua disponibilità a mettersi in prima linea per garantire l’approvazione della legge. “Quando noi abbiamo detto che promettevamo che la legge sarebbe passata non scherzavamo”, ha aggiunto, riferendosi alle promesse fatte da parte delle forze politiche durante le audizioni. L’obiettivo è ridurre il numero di decessi per arresto cardiaco, un problema che ha visto migliaia di vittime negli ultimi anni.



