Il Lazio si conferma un hub strategico per il biotech italiano con il lancio di Primo Biotech Lazio, un nuovo fondo di venture capital di Primo Capital. La regione ospita il 14% delle imprese biomediche e sanitarie nazionali, con un fatturato complessivo superiore ai 53 miliardi di euro nel 2024. Letizia Goretti, General Partner del fondo, ha sottolineato che «è un momento d’oro per il mondo della ricerca. Qui c’è tutto per scalare». L’innovazione nel settore, alimentata da tecnologie avanzate e intelligenza artificiale, sta trasformando il panorama del biotech italiano.
Un momento d’oro per la ricerca
«Oggi l’intelligenza artificiale è trasformativa per l’evoluzione della bioinformatica, della chimica computazionale e della genetica umana», ha spiegato Letizia Goretti. Il biotech, in particolare, si trova in una fase di convergenza unica, con molteplici forze in campo. Negli ultimi 10-15 anni, l’accelerazione dell’innovazione è stata incredibile, grazie alle capacità analitiche e di calcolo. Inoltre, l’innovazione non è più concentrata solo negli USA, ma si sta diffondendo in tutta Europa, con il Lazio che si posiziona come un hub strategico.
La strategia di Primo Biotech Lazio
Il fondo, nato in collaborazione con Lazio Innova e cofinanziato dal PR FESR 2021-2027, mira a investire in startup e team di ricerca in fase early stage, dal seed al Serie A. «Prediligeremo operazioni in qualità di lead investor», ha spiegato Goretti. L’obiettivo è accelerare il processo di tech transfer dalle università al mercato, supportando le startup che vogliono fare il grande salto. Il Lazio, con la sua forte tradizione industriale e una densità di competenze scientifiche elevata, rappresenta un territorio ideale per questa strategia.
La regione, che vanta centri di ricerca e le più grandi università italiane, ha una legacy di competenze nel settore farmaceutico. «È un territorio che sa cosa significa la fase di scaleup di una tecnologia», ha sottolineato Goretti. Il fondo mira a preparare le prossime scaleup per competere a livello europeo e globale, sfruttando l’evoluzione del biotech e l’impatto dell’AI. Letizia Goretti, con un’esperienza nel mondo delle grandi multinazionali del pharma e come CEO di una startup biotech, ha sviluppato una profonda conoscenza del settore. «L’esperienza nel mondo delle grandi corporate e successivamente quella di Ceo di una startup biotech mi ha consentito di capire come il comparto innova, che tempi ha e di quali risorse ha bisogno», ha detto. L’evoluzione delle corporate, che ora hanno una mentalità da VC, ha portato a un’accelerazione dell’innovazione, con un focus su startup e PMI innovative.
Il Lazio, con il 14% delle imprese biomediche e sanitarie nazionali, rappresenta un’opportunità unica per il biotech italiano. «C’è la volontà di attivare un territorio con grandi potenziali», ha concluso Goretti. Il biotech, con la sua capacità di sviluppare farmaci più precisi e l’uso dell’AI, si trova in un momento di grande trasformazione, con il Lazio al centro di questa evoluzione. Il biotech utilizza l’AI per sviluppare farmaci più precisi. La convergenza tra biologia umana e tecnologie avanzate apre nuove possibilità per l’innovazione. Il Lazio, con il suo ecosistema di ricerca e startup, si posiziona come un hub strategico per il settore.



