Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 5 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Tecnologia

Meta lancia Muse, l’AI che crea profili personali per migliorare le relazioni

Meta presenta Muse, un’AI che crea profili per ogni persona nella vita dell’utente, sollevando preoccupazioni sulla privacy.

Meta ha lanciato Muse, un’innovativa applicazione basata sull’intelligenza artificiale, in grado di creare una scheda per ogni persona della vita dell’utente. L’obiettivo dichiarato è migliorare le relazioni personali attraverso suggerimenti mirati, come dove portare a fare colazione un amico amante del caffè. I ricercatori hanno scoperto che l’AI raccoglie informazioni sui contatti, compresi familiari, partner, amici, colleghi e collaboratori, per costruire una memoria strutturata in file TXT. Questa pratica, tuttavia, solleva preoccupazioni sulla privacy, poiché la profilazione di chiunque senza autorizzazione del diretto interessato richiede riflessione.

profilazione senza consenso

La realizzazione di un “Tamagotchi” digitale, come spiega la stessa Meta, mira a creare un’esperienza amichevole e rassicurante, distante dai rischi associati alla tecnologia. Tuttavia, la compilazione di dati su contatti senza il loro consenso rappresenta una pratica che non è del tutto accettabile. I ricercatori hanno trovato all’interno del sistema i prompt assegnati e le istruzioni operative, tra cui l’istruzione di creare una pagina per ogni persona nella vita dell’utente. Questo processo include la schedatura di tutti coloro che vengono citati in qualsiasi modo durante le interazioni, un aspetto che ha suscitato dibattito.

La profilazione di chiunque, senza autorizzazione, è una pratica che deve inevitabilmente far riflettere. I dati raccolti vengono utilizzati per creare una memoria organizzata, su cui far leva per migliorare le relazioni con gli altri. Questo approccio, sebbene mirato a offrire suggerimenti personalizzati, solleva domande su come si possa gestire la privacy in un contesto in cui l’AI diventa sempre più coinvolta nella vita quotidiana.

rischi e accettazione

Il problema non è necessariamente il fatto di chiedere all’AI come interagire con qualcuno, poiché si fa da anni con i chatbot. Tuttavia, la profilazione accurata di chiunque, senza autorizzazione, è una pratica che richiede attenzione. Alcuni osservatori si chiedono se siamo ormai abituati a considerare tali rischi come accettabili, come accaduto in passato con la condivisione dei dati dei bambini sui social.

La privacy dei più piccoli era vista come un tema preoccupante, ma oggi sembra che siamo disposti a tollerare l’automatismo. Anni fa, la condivisione dei dati inerenti ai più piccoli era considerata un fenomeno problematico, ma oggi sembra che siamo propensi a riconoscere come legittimo che a farlo sia un automatismo, nemmeno in modo esplicito. Vien da pensare che, alla fine, avesse ragione quel giovane Mark Zuckerberg che ha sempre considerato la privacy un concetto sopravvalutato, fin dai tempi del primo Facebook. Nonostante i rischi, Muse rappresenta un passo avanti nell’uso dell’AI per migliorare le relazioni umane. Tuttavia, la sfida rimane nel trovare un equilibrio tra innovazione e protezione della privacy, un tema che continuerà a essere dibattuto nel prossimo futuro.

Leggi anche