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lunedì 5 Ottobre 2026

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Suore borromee di Gerusalemme promuovono pace attraverso scuola interculturale

Suore borromee di Gerusalemme promuovono pace con scuola interculturale per bambini musulmani e cristiani.

Le suore borromee di Gerusalemme, attraverso una scuola dell’infanzia gestita da Suore della Misericordia di San Carlo Borromeo, promuovono la pace nel cuore del conflitto israelo-palestinese. Dal 1989, la comunità religiosa si occupa di 140 bambini, tra i tre e i sei anni, provenienti da famiglie musulmane e cristiane, insegnando loro a convivere in armonia. La scuola, situata a Gerusalemme, è un punto di incontro interculturale dove i piccoli imparano a rispettare le tradizioni e a costruire relazioni basate sulla fiducia e sull’amicizia.

Un’esperienza di convivenza e dialogo

La scuola, fondata nel 1989, è un esempio concreto di come la convivenza pacifica sia possibile anche in contesti di forte tensione. I bambini, provenienti da Gerusalemme Est e dalla Città Vecchia, si incontrano quotidianamente per giocare, imparare e condividere momenti di serenità. L’esperienza delle suore testimonia che la pace non è solo un ideale, ma un’azione quotidiana che si costruisce attraverso l’educazione e la pratica concreta. «I bambini della nostra scuola si rendono conto che sta accadendo qualcosa, anche se non lo comprendono fino in fondo», spiega suor Daniela Gabor SMCB. «Alcuni fanno domande o esprimono ciò che provano, e noi rispondiamo con calma, aiutandoli a sentirsi al sicuro». L’obiettivo delle suore è creare un ambiente in cui i piccoli possano crescere con una visione positiva dell’altro, superando le divisioni che caratterizzano la società circostante.

Un’oasi di fiducia in mezzo alla guerra

La guerra esplosa nel 2023 ha colpito duramente la vita quotidiana a Gerusalemme, ma la scuola delle suore è rimasta un rifugio per i bambini. «Proprio per questo ci è sembrato ancora più importante creare oasi di fiducia in cui trovare rifugio in mezzo a questo sconvolgimento generale», afferma suor Daniela. La scuola ha visto un aumento del numero di bambini che tornano a frequentarla, nonostante le tensioni e le minacce.

«Sono così felice di tornare all’asilo! Sai, a casa nostra c’è la guerra!», dice un bambino, esprimendo la sua gioia e la sua speranza. La scuola, con la sua routine e le sue attività creative, offre ai piccoli un senso di normalità e di sicurezza, anche in un contesto di guerra. Le suore, con la loro presenza e la loro dedizione, rappresentano un simbolo di unità e di dialogo tra culture diverse.

Le suore hanno dovuto rinunciare alle guardie di sicurezza arabe, temendo che la loro presenza potesse essere percepita come una provocazione. Hanno quindi adottato un sistema di sorveglianza a turno, in abito religioso e senza armi. «Contrariamente ai nostri timori», racconta suor Gabriela Zinkl SMCB, «la risposta è stata straordinaria. I nostri vicini israeliani erano orgogliosi di noi e si sono commossi fino alle lacrime nel sentire di nuovo i bambini cantare e ridere».

La scuola dell’infanzia delle suore borromee di Gerusalemme è un esempio concreto di come la pace possa essere costruita attraverso l’educazione, la cura e l’interazione tra culture diverse. Con l’esempio di una vita quotidiana fatta di amicizia e rispetto, le suore sperano di aiutare le persone che incontrano a capire che la convivenza pacifica è possibile ovunque. La loro missione, come sottolinea suor Daniela, è un’esperienza di testimonianza e di speranza per un futuro migliore.

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