Le famiglie di studenti che vivono nei comuni di Roncade, Vallio, Biancade, San Cipriano e Silea, insieme a quelle di Monastier e Zenson, denunciano un grave problema di mobilità. I bus scolastici arrivano già pieni, e molti studenti rischiano di rimanere a piedi. Per questo, hanno lanciato una raccolta firme online per chiedere un aumento del numero di corriere sulla linea Atvo che collega San Donà di Piave e Treviso. La situazione, che si fa sempre più critica, ha portato a incidenti e ritardi, con conseguenze negative sul traffico e sulla sicurezza.
Incidenti e ritardi: il problema si fa sentire
Due autobus si sono scontrati tra i ragazzi appena usciti da scuola, causando la cancellazione di una corsa e un aumento del traffico. La Provincia di Treviso, guidata dal presidente Marco Donadel, sindaco di Roncade, ha tentato di risolvere la situazione con sconti sugli abbonamenti per gli studenti, riducendo i costi fino a 40 euro per Mom e 35 euro per Atvo. Tuttavia, i genitori sostengono che i mezzi non bastano a soddisfare le esigenze dei pendolari. «I posti finiscono subito e decine di studenti e lavoratori sono costretti a viaggiare ammassati in piedi per oltre 25 chilometri, oppure rischiano di essere lasciati a terra», spiegano.
Attualmente l’affollamento dei mezzi inizia a farsi sentire in modo importante in particolare all’altezza di Biancade. «Al mattino c’è un solo bus e a volte non è nemmeno la classica corriera con 54 posti, ma bus tipo navetta», sottolinea una mamma. «In molti punti del percorso la velocità supera i 70 chilometri all’ora. Alla luce del costo che viene sostenuto per l’abbonamento, credo sia lecito pretendere un servizio migliore e in sicurezza».
Dispute tra Provincia e Regione
La tensione tra la Provincia di Treviso e la Regione Veneto si è fatta sentire anche in materia di trasporti. A luglio, si è alzata la voce in merito alla ridefinizione dei “bacini territoriali ottimali e omogenei” del trasporto pubblico locale. Donadel aveva proposto di inserire la Marca nel raggruppamento del Veneto Orientale, ma l’assessore regionale Diego Ruzza ha sottolineato che questa scelta avrebbe creato una spaccatura nel territorio veneziano, con conseguenze negative sull’intero assetto della mobilità regionale.
La Provincia ha anche sollevato la questione delle disparità di trattamento nell’area del basso trevigiano, alla luce dell’incrocio delle concessioni. Secondo il Sant’Artemio, l’inserimento del Trevigiano nel raggruppamento del Veneto Orientale avrebbe potuto risolvere anche il problema dei costi. Tuttavia, la decisione non è stata presa, e i genitori continuano a chiedere un servizio migliore, sicuro e puntuale. La raccolta firme, promossa da genitori e studenti pendolari, chiede l’istituzione immediata di una corsa bis di rinforzo al mattino e il potenziamento dei rientri. «Oggi alle fermate intermedie i mezzi sono praticamente al tutto esaurito», spiegano. «Le corse arrivano a Roncade e nei comuni limitrofi già completamente sature». I genitori, clienti paganti, pretendono un servizio adeguato agli abbonamenti mensili e annuali che regolarmente paghiamo.



