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martedì 6 Ottobre 2026

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Scontri al Parlamento del Kosovo: polizia usa lacrimogeni contro manifestanti contrari al tribunale

Scontri al Parlamento del Kosovo: polizia usa lacrimogeni contro manifestanti contrari al tribunale

scontri al parlamento del kosovo: polizia usa lacrimogeni contro manifestanti

Lunedì sera a Pristina, il Parlamento del Kosovo ha visto scoppio di tensioni dopo la chiusura dei lavori parlamentari, dove era prevista l’approvazione di una legge che limiterebbe i poteri del tribunale per i crimini di guerra. La polizia antisommossa ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro centinaia di manifestanti che si erano radunati davanti all’edificio, in protesta contro il tribunale. La legge, se approvata, avrebbe ridotto la giurisdizione del tribunale a reati commessi in Kosovo nell’immediato dopoguerra, togliendo la competenza a giudicare i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto tra guerriglieri albanesi e forze armate serbe.

La legge ha suscitato forte opposizione, soprattutto tra i partiti di opposizione e le associazioni dei veterani di guerra. Molti manifestanti hanno trascorso gran parte della giornata fuori dall’edificio, promettendo di bloccarne l’accesso finché la legge non fosse stata approvata. La sessione parlamentare si è chiusa senza l’approvazione del provvedimento, che non è diventato legge. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro la folla e cannoni ad acqua mentre alcuni manifestanti hanno lanciato petardi e altri oggetti contro gli agenti. Davanti al parlamento sono stati dati alle fiamme alcuni cassonetti.

la condanna di hashim thaçi e la sua importanza simbolica

La legge è stata ispirata dalla condanna, pronunciata il mese scorso, contro l’ex presidente Hashim Thaçi per crimini di guerra commessi durante la guerra di indipendenza degli anni ’90 contro la Serbia. Thaçi e altri tre alti comandanti della guerriglia sono stati ritenuti penalmente responsabili per omicidi, arresti illegali, torture e trattamenti crudeli inflitti dai combattenti dell’Esercito di liberazione del Kosovo. La sentenza ha provocato indignazione e nuove manifestazioni nel Paese balcanico, dove i quattro uomini sono ampiamente considerati eroi della lotta per l’indipendenza.

La condanna di Thaçi ha acceso le proteste, con i manifestanti che contestano la giustizia del tribunale. Le Camere specializzate del Kosovo, istituite sulla base del diritto kosovaro ma con sede a L’Aia, sono state criticate da anni da partiti di opposizione e associazioni dei veterani di guerra. Il disegno di legge ha superato la prima lettura lunedì, ma non è stato trasformato in legge. La giurisdizione del tribunale verrebbe limitata ai reati commessi in Kosovo nell’immediato dopoguerra.

la situazione politica e sociale nel kosovo

La tensione al Parlamento riflette una profonda divisione tra chi sostiene il tribunale e chi lo critica. Mentre il tribunale è visto come un meccanismo per garantire la giustizia e la responsabilità per i crimini del passato, molti considerano la sua giurisdizione come una minaccia alla memoria storica e alla lotta per l’indipendenza. La polizia ha dovuto intervenire per mantenere l’ordine, ma i manifestanti hanno continuato a protestare, con alcuni che hanno lanciato oggetti contro gli agenti e altri che hanno dato fuoco a cassonetti.

La situazione rimane delicata, con il rischio di ulteriori scontri e proteste. La legge non è stata approvata, ma la contestazione continua. Il dibattito sul ruolo del tribunale nel Kosovo rimane un tema cruciale per la politica e la società del Paese. La giustizia e la memoria storica sono al centro delle discussioni, con le opinioni che si dividono tra chi sostiene la lotta per la giustizia e chi difende la memoria dei combattenti.

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