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martedì 6 Ottobre 2026

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Transizione all’elettrico lenta, il mercato chiede più pragmatismo

La transizione all’elettrico procede lentamente, con il mercato che richiede un approccio più pragmatico.

La transizione all’elettrico procede più lentamente del previsto, con il mercato che richiede un approccio più pragmatico. A Roma, durante la sesta edizione di ROM-E, esperti, industria e istituzioni hanno sottolineato come la transizione non sia più un dibattito tra elettrico e ibrido, ma una realtà complessa da gestire con equilibrio. L’Italia, pur recuperando terreno sull’elettrico, resta ancora indietro rispetto ai Paesi europei più avanzati, secondo i dati presentati da Francesco Papi, Automotive Leader di PwC Strategy& Italia.

Costi e infrastrutture ostacolano la transizione

Le decisioni degli automobilisti continuano a essere influenzate da diversi fattori, tra cui il prezzo delle vetture, il valore residuo, la possibilità di ricaricare a casa e l’incertezza sulle tecnologie. Questi elementi pesano sulle scelte di acquisto e contribuiscono a una lenta diffusione del veicolo elettrico. L’ACI ha sottolineato la necessità di svecchiare il parco circolante, non solo per ridurre le emissioni, ma anche per migliorare la sicurezza stradale. La transizione non può ridursi alla sostituzione di un motore termico con una batteria. Significa intervenire su infrastrutture, fiscalità, trasporto pubblico e soprattutto fare i conti con un parco circolante italiano tra i più vetusti d’Europa. La sfida è quindi non solo tecnologica, ma anche sociale e economica, richiedendo un approccio pragmatico che tenga conto delle reali esigenze dei consumatori e delle aziende.

Concorrenza cinese e investimenti in elettrificazione

L’industria europea deve sostenere investimenti enormi nell’elettrificazione, ma affronta una domanda inferiore alle attese e una concorrenza cinese sempre più aggressiva. Questo contesto ha reso necessario un dibattito sul concetto di neutralità tecnologica, ovvero fissare obiettivi di riduzione delle emissioni senza limitare le opzioni disponibili. A Villa Borghese, durante la manifestazione, è emerso un mercato meno monolitico: 160 test drive e circa 2.000 famiglie coinvolte hanno mostrato una maggiore apertura verso soluzioni ibride e elettriche.

Fiat, per esempio, ha presentato una gamma di modelli che unisce l’elettrico alla tecnologia ibrida, come la 500 Hybrid cabrio Dolcevita. Questo è un esempio concreto di come il mercato, prima della politica, stia imponendo una convivenza tra le tecnologie. La vera sfida non è più essere favorevoli o contrari all’elettrico, ma ridurre davvero le emissioni senza trasformare la transizione in un costo insostenibile per famiglie e industria.

La transizione richiede un equilibrio tra innovazione e realismo. Non si tratta solo di sostituire un motore con una batteria, ma di creare un sistema che risponda alle esigenze dei consumatori, alle sfide economiche e alle pressioni ambientali. La soluzione non è solo tecnologica, ma anche culturale e istituzionale, e richiede un approccio che tenga conto delle differenze regionali e delle condizioni locali. La domanda del mercato, infatti, non è più orientata solo verso l’elettrico, ma verso soluzioni che siano accessibili, economiche e sostenibili. La convivenza tra elettrico e ibrido rappresenta una risposta concreta a questa realtà. La transizione non può essere vista come una scelta binaria, ma come un processo graduale che richiede flessibilità e adattamento.

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