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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Anno Unico: un progetto per riconnettere gli adolescenti alla vita e alla scuola

Un progetto innovativo a Saronno che aiuta adolescenti in crisi a riconnettersi con la vita e la scuola attraverso esperienze immersive e formative.

Ad Anno Unico, un progetto educativo a Saronno promosso da Fondazione Daimon, si cerca di aiutare gli adolescenti a riconnettersi con la vita e con la scuola, in un momento in cui molti si sentono in crisi e in difficoltà. L’obiettivo è recuperare quei ragazzi che, per motivi diversi, hanno abbandonato o si trovano in difficoltà nel sistema scolastico, offrendo loro un ambiente alternativo e flessibile per riscoprire il senso del fare e del contribuire alla comunità. L’esperienza si svolge in un contesto unico, con aule nel seminterrato di un’area scolastica che include un centro di formazione professionale e un istituto tecnico nel settore grafico.

Un percorso diverso per adolescenti in difficoltà

Il progetto Anno Unico si basa su un approccio non tradizionale, che si distingue per l’attenzione alla cura di sé e alla sperimentazione di esperienze vitali. Non si tratta semplicemente di un corso di scuola o di un servizio di counseling, ma di un ambiente educativo che cerca di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita, senza pressioni e senza obiettivi fissi. L’idea è di lasciare da parte le classiche attività di orientamento o di recupero delle competenze, per concentrarsi su una riscoperta del desiderio, della sensibilità e della capacità di costruire senso.

La struttura del progetto è flessibile e adattata alle esigenze individuali

La frequenza è di 4 giorni a settimana, con incontri di 3-4 ore, prevalentemente la mattina. Un giorno è dedicato all’attività psico-educativa di riflessione personale, uno all’area linguistica e scientifico matematica, gli altri a esperienze di laboratorio e sperimentazione. La struttura dell’orario è in ogni caso molto flessibile, a seconda delle esigenze formative. Il progetto accoglie ogni anno circa 50 allieve/i tra i 15 e i 19 anni, divise in gruppi chiamati “crew” e “gilda”, che rappresentano due contesti diversi: il primo per chi ha difficoltà a reggere il contesto d’aula, il secondo per chi ha vissuti di ansia o ritiro sociale.

Esperienze immersive e laboratori creativi

Un elemento chiave del progetto è l’offerta di esperienze immersive e laboratori creativi, che permettono ai ragazzi di esplorare nuove possibilità e di sperimentare con se stessi. L’obiettivo è di aprire a nuove sperimentazioni di sé, attraverso attività come laboratori artistici, esperienze sociali e produttive, avventure residenziali fuori città, esplorazioni in natura e incontri con persone che hanno vissuti significativi. Queste esperienze sono pensate per aiutare i ragazzi a distendersi, a ricominciare a pulsare e a trovare nuove strade.

La cultura pop e i media come strumenti di riflessione

Un altro aspetto importante è l’utilizzo del materiale culturale degli adolescenti, come canzoni, serie tv, anime e videogiochi, per stimolare riflessioni e discussioni. Questi elementi sono usati come strumenti per creare un dialogo intergenerazionale, in cui la cultura del passato interagisce con quella giovanile, e l’esperienza del formatore si confronta con quella dei ragazzi. Questo processo può portare alla produzione di nuovi testi, come opere multimediali, rappresentazioni teatrali o racconti di fantascienza, che permettono ai ragazzi di esprimersi e di trovare un senso al loro percorso.

Il progetto Anno Unico si distingue anche per l’offerta di esperienze di stage non obbligatorie, in cui i ragazzi possono sperimentarsi in attività diverse, come panetteria, meccanica, parrucchiera, fattoria o volontariato. Queste esperienze non sono solo un modo per mettersi alla prova, ma anche un’occasione per riconoscere il valore del lavoro come contributo alla comunità, e non solo come strumento di successo individuale. Un elemento chiave del progetto è l’idea di de-costruire il mito del lavoro come unica realizzazione nella vita, e di offrire alternative basate su un senso di responsabilità e di collaborazione. Questo approccio si allinea con le rivendicazioni delle nuove generazioni, che chiedono non solo salari dignitosi, ma anche maggiore tempo libero, ambienti meno competitivi e relazioni più serene. L’obiettivo è di aiutare i ragazzi a trovare un equilibrio tra il loro bisogno di autonomia e il loro desiderio di connessione con gli altri.

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