La Cgil lancia un allarme sulla “desertificazione bancaria” e sottolinea i rischi concreti per le fasce più fragili della popolazione, in particolare gli anziani, a causa dell’accelerazione della digitalizzazione. Nel biennio 2025-2026, il territorio ha visto la progressiva eliminazione dei servizi di cassa fisica, con un calo del 36,9% degli sportelli, passati da 306 a 193 filiali. La riduzione dei punti di contatto fisici ha reso sempre più difficile l’accesso ai servizi per chi non è abituato all’uso di app, codici o assistenti virtuali.
Esclusione sociale e rischi per gli anziani
La digitalizzazione, se non accompagnata da una transizione inclusiva, rischia di escludere le fasce più deboli della popolazione, in particolare gli anziani. Secondo i sindacati, la cancellazione del servizio di cassa nelle filiali potrebbe diventare un nuovo fattore di esclusione sociale. Per gli over 65, il contatto con un impiegato bancario era un punto di riferimento non solo per versamenti e pagamenti, ma anche per ricevere consigli e rassicurazioni. Ora, con l’automatizzazione, molti si trovano in una situazione di isolamento e incertezza.
La fiducia si costruisce con la presenza
Andrea Valentini, segretario generale della Fisac Cgil Forlì Cesena, sottolinea il paradosso del modello bancario: “Siamo consapevoli che la tecnologia spinge le modalità di lavoro in una direzione maggiormente automatizzata, ma l’accelerazione che stiamo vivendo rischia di isolare già oggi pezzi di comunità. Agli anziani non si può chiedere fiducia quando si tratta di investire i risparmi di una vita, per poi lasciarli soli quando devono pagare una bolletta o ritirare i contanti. La fiducia si costruisce con la presenza.”
Rischi concreti e aumento di truffe
I sindacati segnalano altri rischi concreti derivanti dall’abbandono dei servizi fisici: una maggiore esposizione degli anziani a errori e truffe, nonché il rischio di aprire spazi all’economia sommersa e all’usura. Tutto questo avviene mentre il sistema bancario italiano registra nel 2025 utili record ai massimi storici. La digitalizzazione, pur essendo un passo avanti, non deve diventare un’arma a doppio taglio per chi non ha familiarità con le nuove tecnologie.
La digitalizzazione deve essere a supporto del cliente
Paolo Montalti, segretario generale dello Spi Cgil Forlì Cesena, esprime la preoccupazione del sindacato dei pensionati: “È forte la preoccupazione per gli effetti di una transizione digitale accelerata, che rischia di tradursi in un’intollerabile esclusione sociale. Non c’è contrarietà all’evoluzione tecnologica, ma la convinzione che la digitalizzazione debba essere uno strumento a supporto del cliente e del lavoro, attraverso una transizione che non lasci indietro nessuno. Per questo non può e non deve sostituire il rapporto umano.”



