La decisione del Consiglio di amministrazione di Asm di approvare l’aumento delle tariffe, con il voto doppio dell’amministratore delegato di nomina del socio privato Acea, ha scatenato una forte polemica politica a Terni. L’approvazione, che ha superato la contrarietà del Comune, è vista come il frutto dei guasti della precedente amministrazione di centrodestra. I sindaci Pd hanno sempre avallato la Multiutility, ma la situazione ha creato tensioni e accuse tra le diverse forze politiche. La decisione ha suscitato reazioni forti, con accuse di ingiustizia e di mancanza di controllo da parte delle istituzioni locali.
Metodi di calcolo e responsabilità
Il metodo utilizzato da Arera per costruire il Pef 2026 si basa sui dati contabili dell’anno a-2, ovvero il 2024, quando in Umbria governava ancora la Giunta Tesei, sostenuta alle ultime elezioni regionali anche da Bandecchi. Questo ha suscitato critiche, soprattutto da parte del M5S, che ha sottolineato come bocciare il Piano economico finanziario potesse servire a Bandecchi per far apparire di aver fermato l’aumento, ma non poteva eliminare i costi del servizio, che oggi riemergono.
La responsabilità politica non è mai stata chiarita. Per Casa Riformista – Italia Viva, l’Asm è una società controllata dal Comune di Terni e, dunque, politicamente e istituzionalmente, il suo principale riferimento è il sindaco. Se l’aumento della tariffa è ingiusto e penalizza famiglie e imprese, Bandecchi ha il dovere di spiegare ai cittadini perché la sua amministrazione non sia riuscita a impedirlo e quali azioni concrete intenda mettere in campo per correggere la situazione.
La bufera e le reazioni
A luglio il Consiglio comunale aveva bocciato il ritocco delle tariffe e il Piano economico finanziario di Asm. I rumors, non confermati, riportano di un Cda in cui sarebbe pesato il “doppio voto” dei vertici di Acea. Fatto sta che è bufera. Michele Pennoni, segretario di Azione, tuona: “Ternani vessati e presi in giro. La destra del passato ha svenduto la maggioranza ai privati, la politica di oggi fa spallucce. E a pagare sono sempre i cittadini.”
Il Pd replica sugli aumenti a FdI, mentre il M5S denuncia l’ingiustizia dell’aumento e la mancanza di responsabilità da parte della Giunta regionale. La situazione, pur non essendo ufficialmente confermata, ha acceso dibattiti e tensioni tra le diverse forze politiche, con un clima di forte opposizione e richieste di chiarimenti. La decisione di Asm ha messo in luce le contraddizioni e le responsabilità politiche, con un forte impatto sulle famiglie e le imprese locali. La questione rimane aperta, con l’attesa di ulteriori chiarimenti e azioni da parte delle istituzioni locali.



