Brindisi ha difeso il ruolo di capitale pugliese della nautica durante una commissione consiliare sull’attività produttiva, con il sindaco Giuseppe Marchionna e l’organizzatore del Salone Nautico, Giuseppe Meo, che hanno sottolineato l’importanza del settore per la città e la regione. La discussione, tenutasi a Palazzo di città, è seguita alle dichiarazioni del presidente dell’Ente Fiera del Levante, Gaetano Frulli, sulla possibilità di portare il settore della nautica a Brindisi. Marchionna ha ribadito che “staccare la nautica da Brindisi significa farla morire”, sottolineando il consolidato ruolo della città nel comparto.
Brindisi, la capitale pugliese della nautica
Il sindaco Marchionna ha ricordato i dati che definiscono Brindisi in maniera inequivocabile capitale pugliese della nautica, con circa 1.400 posti barca, cantieri già presenti nel porto e la manifestazione di interesse presentata al Mimit. “Da 22 anni si celebra lo Snim e si continuerà a celebrare”, ha affermato, sottolineando il sostegno del Comune all’iniziativa. Il sindaco ha inoltre richiamato il ruolo della formazione, con l’unico Its che prevede specializzazioni nel settore della nautica, e ha espresso preoccupazione per il fatto che molti dei ragazzi formati vengono assunti al Nord.
Meo ha ricordato il trasferimento temporaneo a Bari e le difficoltà legate alla normativa sulla tassa per l’occupazione del suolo pubblico. L’organizzatore del Salone Nautico ha spiegato che “questo è derivato sempre da quello che non sappiamo custodire nella nostra città”. “Lo Snim non si sposta, ma dobbiamo costruire un percorso regionale”, ha sottolineato, sottolineando la necessità di un maggiore accreditamento. Ha anche espresso preoccupazione per l’atteggiamento dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, Francesco Mastro, che non è vicinissimo a quello che stanno costruendo.
Un progetto per il futuro: il Polo nautico Brundisium
Nel corso della commissione si è parlato anche del progetto “Polo nautico Brundisium”, con l’organizzatore Meo che ha ricordato che è stata presentata una manifestazione di interesse da 60 milioni di euro per la realizzazione di attività di cantieristica destinata alla produzione di yacht, con una previsione occupazionale di circa mille posti di lavoro. L’area individuata è di quattro ettari, nella colmata di Capobianco, la stessa destinata al progetto dell’eolico offshore. Meo ha sostenuto che “l’investimento proposto nel settore della nautica non è in conflitto con quello dell’eolico offshore”.
Michelangelo Greco ha sottolineato che la destinazione ideale di Capobianco continua a essere quella dell’eolico offshore. Secondo il consigliere, occorre però “avviare un dialogo con l’Autorità portuale per vedere se si può ritagliare un altro spazio” per il settore della nautica. Il presidente della commissione Mario Borromeo ha chiuso i lavori sottolineando la possibilità di trasformare il confronto in un percorso concreto, con un riferimento alla necessità di “mettere le gambe a determinate idee e determinate questioni”.



