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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Esteri

Il padre di Maya Villalobo: “La tragedia si sarebbe potuta evitare”

Il padre di una vittima di Hamas ricorda la figlia uccisa nel 2023 e chiede giustizia.

Il 7 ottobre 2026, Eduardo Villalobo, padre di Maya Villalobo, ha ricordato la figlia uccisa da Hamas nel 2023 e ha espresso il dolore e la frustrazione per la mancanza di risposte. Tre anni dopo la tragedia, il professore all’Università di Siviglia ha parlato con LaPresse, sottolineando come la violenza non abbia mai smesso di colpire la sua famiglia. Maya, 19 anni, era in servizio militare in Israele, a Nahal Oz, vicino alla Striscia di Gaza, quando è stata uccisa. Il corpo della ragazza è stato ritrovato vicino a una finestra della base, dove sembra avesse tentato di fuggire senza successo.

La tragedia si sarebbe potuta evitare

Villalobo ha espresso la sua convinzione che la tragedia si sarebbe potuta evitare. Secondo lui, le militari che avevano conosciuto Maya avevano rilevato movimenti sospetti nella Striscia di Gaza e avevano avvisato, ma nessuno aveva prestato attenzione. “Avevano rilevato dei movimenti sospetti, hanno avvisato ma nessuno ha prestato loro attenzione”, ha detto. Inoltre, ha sottolineato che le telecamere presenti nella base avrebbero potuto rilevare le attività sospette, ma non è stato fatto nulla per prevenire l’attacco.

Una battaglia legale in Spagna

Il padre di Maya ha avviato una battaglia legale in Spagna, presentando una denuncia contro la leadership di Hamas al Tribunale nazionale. La causa è stata accolta e unita al procedimento già aperto per l’uccisione della ragazza e di un altro spagnolo, Ivan Illarramendi, vittima degli stessi attentati. Tuttavia, Villalobo ha espresso la sua delusione per la mancanza di informazioni da parte degli israeliani. “Il tribunale spagnolo ha chiesto informazioni agli israeliani che ne hanno fornite poche”, ha detto, aggiungendo che è convinto che il procedimento potrebbe essere archiviato a causa della mancanza di prove.

Villalobo ha anche ricordato che l’1 ottobre di quest’anno Maya avrebbe compiuto 22 anni. In sua memoria, ha fatto alcune delle attività che tanto piacevano alla figlia, come mangiare tapas e fare un giro per i negozi. “Da quando Maya non c’è, il mondo è un posto peggiore”, ha detto, confidando la difficoltà di riuscire ad avere ancora fiducia nel genere umano. Nonostante il dolore, il padre cerca di trovare nella sua vita delle notizie positive, rimanendo aggrappato a “quello che ci rende umani”.

Il 5 ottobre, Villalobo si è recato in Israele per visitare il cimitero dove è sepolta Maya e partecipare alla cerimonia di commemorazione delle vittime. L’appello che lancia a tre anni dagli attentati terroristici è di “non perdere ciò che ci rende umani”. “E’ difficile avere speranza di fronte a tanta violenza, ma bisogna provarci”, ha detto, aggiungendo che non vuole arrivare a un punto in cui la disumanità diventi normale. “Cerco di trovare tra le tante notizie negative, delle notizie positive”, ha concluso, rimanendo aggrappato a una luce in fondo all’abisso.

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