Il sistema di passaggi di denaro tra l’avvocato Gaetano Armao e il suo collega Pierluigi Matta, entrambi indagati per corruzione, è stato ricostruito in dettaglio dagli inquirenti della squadra mobile di Palermo, guidati da Antonio Stafemi. I due, in un contesto di relazioni professionali e di potere, hanno utilizzato metodi diversi per scambiare contanti, con modalità che vanno dal cappotto al vano del cruscotto, passando per un orologio a pendolo. L’inchiesta ha registrato e fotografato ogni dettaglio, rivelando un sistema organizzato per il trasferimento di tangenti.
Metodi di consegna e ricezione dei soldi
Secondo gli inquirenti, i soldi sono stati consegnati e ricevuti in diversi modi. In alcuni casi, i contanti sono stati infilati in una busta di plastica o in una busta di carta e nascosti all’interno delle tasche del cappotto. In altre occasioni, i denari sono stati occultati in un barattolo cilindrico di metallo riposto all’interno di un grosso orologio a pendolo in legno dello studio di Armao. Il tutto è stato ripreso e fotografato dagli uomini della squadra mobile, che hanno seguito i movimenti di Matta e Armao per ricostruire il loro schema di operare.
La busta nel cruscotto e il cappotto sono diventati i luoghi privilegiati per il trasferimento di denaro.
Le conversazioni e i colloqui che hanno scatenato l’inchiesta
Il 7 febbraio 2026, Armao e Matta hanno avuto una conversazione al telefono in cui l’avvocato ha chiesto all’amico: “Quando me li porti… quando lunedì? Quanti?” Matta ha risposto: “Lunedì ci vediamo, lunedì di dobbiamo vedere”. I due si sono riveduti pochi giorni dopo, con gli agenti che monitoravano i loro spostamenti. Matta è andato in banca a prelevare le banconote e si è diretto all’università, dove ha incontrato Armao. L’avvocato ha consegnato le chiavi della macchina e il cappotto, e ha chiesto a Matta di lasciargli il cappotto in macchina. Dopo averlo indossato, Armao ha verificato le tasche del cappotto, trovando l’oggetto che era stato riposto all’interno.
Un’altra occasione è stata quella in cui Matta ha incontrato l’imprenditore Salvatore Vella, anche lui indagato per corruzione. Dopo aver ricevuto una telefonata da Armao, Matta ha fissato un incontro. Lungo il tragitto, Matta ha spostato lo zaino dal sedile posteriore al sedile anteriore e ha infilato una busta da lettera bianca contenente qualcosa di voluminoso nella tasca interna della giacca. Poi ha messo la busta nel vano centrale del cruscotto, una modalità utilizzata in precedenti occasioni.
Il ruolo di Armao e Matta nel sistema corruttivo
Armao, presidente del Commissione tecnica specialistica (Cts) per la Regione Sicilia e consulente giuridico del governatore Renato Schifani, ha un ruolo centrale nel sistema. Secondo gli inquirenti, i privati si rivolgono a lui per ottenere pareri favorevoli sui loro progetti in ambito energetico e sanitario. Matta, invece, agisce come intermediario, ricevendo incarichi di consulenza giuridica dalle società e versando le tangenti al collega. La sua funzione è quella di catalizzatore delle istanze di illecita agevolazione provenienti dall’imprenditoria disposta a corrispondere tangenti per il perseguimento dei propri interessi.
La relazione tra Armao e Matta è un esempio di schema relazionale nel quale il potere pubblicistico è concentrato in un unico soggetto, con un interlocutore visibile e spendibile all’esterno.
La squadra mobile ha ricostruito ogni dettaglio del sistema, con prove fotografiche e registrazioni audio. L’inchiesta ha anche intercettato dichiarazioni di personaggi coinvolti, come Luigi Zancla, presidente della Samo Onlus, accusato di corruzione per aver versato 6 mila euro a Matta per una consulenza fittizia. Zancla ha dichiarato che la persona nel mezzo era Armao, capo della segreteria legale del presidente Schifani, e che non c’è prezzo a pagare quello che ha fatto.



