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sabato 3 Ottobre 2026

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Nuovo scandalo corruzione sulla Cts: consulenze fittizie e mazzette per favori imprenditoriali

Nuovo scandalo corruzione coinvolge la Cts: mazzette e consulenze fittizie per favori imprenditoriali.

Un nuovo scandalo di corruzione ha coinvolto la Commissione Tecnica-Specialistica (Cts) della Regione, con accuse di mazzette e consulenze fittizie per favori imprenditoriali. L’inchiesta, condotta da magistrati, ha portato all’indagine su Gaetano Armao, ex assessore al Bilancio, e su altri esponenti politici e imprenditori. L’episodio riguarda progetti di interesse ambientale e sanitario, con particolare attenzione al caso della Seap Bio Energy, azienda che ha visto modificarsi le condizioni di autorizzazione dopo un primo decreto di Via emesso nel 2021.

Consulenze fittizie e mazzette per favori

Secondo gli inquirenti, Gaetano Armao, insieme a Giuseppe Lombardo, avrebbe scambiato il proprio impegno nella commissione Salute all’Ars con la promessa di un posto di lavoro per una donna a lui vicina politicamente. L’indagine ha anche evidenziato il ruolo dell’avvocato Pierluigi Matta, che avrebbe agito come intermediario tra Armao e imprenditori, permettendo loro di ottenere utilità. Il prezzo della corruzione sarebbe passato attraverso un contratto di consulenza sottoscritto da Matta, che avrebbe favorito incontri con dirigenti dei dipartimenti Ambiente ed Energia e concertato le tempistiche di trattazione delle pratiche.

La Cts, organismo di valutazione ambientale, è tornata sotto la luce dei riflettori per la notizia dell’indagine per corruzione che tocca direttamente Gaetano Armao.

Il caso Seap Bio Energy e il ruolo della scuola

La vicenda ha visto la Seap Bio Energy, azienda che opera nel trattamento dei rifiuti per la produzione di biometano, coinvolta in una procedura di autorizzazione. Nel 2021, un primo decreto di Via era stato rilasciato dalla Regione sulla scorta di un parere della Cts, all’epoca guidata da Aurelio Angelini, che vincolava la realizzazione dell’impianto alla delocalizzazione di un istituto scolastico. L’azienda ha impugnato il decreto, e i giudici amministrativi hanno dato ragione alla Seap, riconoscendo altre criticità nel provvedimento. La partita si è riaperta e la Cts, stavolta a guida Armao, si è nuovamente espressa sul progetto.

Il nuovo decreto di Via, emesso nel maggio 2026, ha modificato le condizioni: non si parla più di delocalizzazione, ma si prescrive soltanto di prevedere il monitoraggio dell’impatto della coesistenza tra l’impianto e l’istituto scolastico. “In particolare il piano di monitoraggio ambientale dovrà prevedere i controlli delle polveri e degli odori, anche in prossimità dei ricettori sensibili presenti nell’intorno del sito di interesse progettuale (Istituto Scolastico E. Fermi), con frequenza semestrale”, si legge nel testo del provvedimento.

Indagati anche il deputato Lombardo e l’avvocato Matta

Accanto a Armao, sono stati coinvolti anche Giuseppe Lombardo, deputato regionale dei Popolari e Autonomisti, e l’avvocato Pierluigi Matta. Lombardo, secondo gli inquirenti, avrebbe concordato una contropartita per tenere in conto gli affari delle società e onlus riconducibili a Luigi Zancla e Mario Lupo. L’accordo sarebbe stato stipulato nella seconda parte del 2025, con il suo impegno esplicitato in materia di discussione delle leggi di Bilancio e in settori di interesse per gli imprenditori.

Armao, dal canto suo, avrebbe favorito incontri con i dirigenti generali dei dipartimenti Ambiente ed Energia, concertato le tempistiche di trattazione delle pratiche di interesse degli imprenditori e condiviso anzitempo con questi ultimi le valutazioni che si stavano facendo all’interno della Cts. L’inchiesta ha anche portato alla luce il nome di Salvatore Iacolino, ex dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, coinvolto in un altro caso di corruzione. Il 13 ottobre 2026, Armao dovrà presentarsi davanti ai magistrati per l’interrogatorio preventivo. Nei suoi confronti, così come per gli altri indagati, pende una richiesta di misura cautelare. L’inchiesta, in corso, ha messo in luce una serie di relazioni tra esponenti politici, imprenditori e professionisti, con accuse di favori e mazzette nascoste dietro consulenze fittizie.

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