La Regione Puglia riceverà 170mila euro come risarcimento per un contenzioso civile con l’ex presidente Raffaele Fitto, in seguito al caso “La Fiorita”. L’accordo, raggiunto dopo vent’anni di dibattito giudiziario, chiude definitivamente una vicenda che ha visto l’ex politico magliese contrapposto all’Ente regionale. L’accordo, firmato davanti alla Corte d’Appello di Bari, prevede il versamento della somma in favore della Regione, a fronte della rinuncia di Fitto alla domanda di rimborso degli oneri di patrocinio relativi ai procedimenti penali subiti.
Un contenzioso nato da un processo penale concluso senza condanne
Il caso “La Fiorita” ha origine da un’inchiesta della Procura del capoluogo pugliese, che tra il 1999 e il 2005 ipotizzava reati nella sanità pugliese. L’imprenditore romano Giampaolo Angelucci era accusato di aver versato tangenti al movimento politico “La Puglia Prima di Tutto” in cambio di appalti per la gestione di residenze sanitarie assistite e aggiudicazioni per gli amministratori del gruppo “La Fiorita”. Il processo si è concluso senza condanne né in primo né in secondo grado, con alcune prescrizioni. Nel 2017, la Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione in appello di Fitto, ma ha riconosciuto il diritto della Regione Puglia al risarcimento del danno.
Un accordo che non riconosce responsabilità né fondatezza delle pretese
Da quel momento, è nato un procedimento civile presso il Tribunale di Bari, che ha visto Fitto contrapposto alla Regione Puglia. Il contenzioso comprendeva tre distinti giudizi civili, due presso la Corte d’Appello e uno presso il Tribunale. Dopo un confronto tra i legali delle parti, è stato raggiunto un accordo di conciliazione giudiziale. L’accordo prevede il versamento di 170mila euro in favore della Regione Puglia, a fronte della rinuncia di Fitto alla domanda di rimborso degli oneri di patrocinio relativi ai procedimenti penali. L’accordo definisce ogni controversia pendente senza riconoscimento di responsabilità, soccombenza o fondatezza delle reciproche pretese.
La Regione Puglia riceve un risarcimento per i danni derivanti da un processo che non ha portato a condanne. L’accordo, raggiunto in sede civile, rappresenta un epilogo a una storia giudiziaria lunga oltre vent’anni, che ha visto la Regione e Fitto contrapposti in un contesto di tensioni legali e di contestazioni di fatti risalenti a diversi anni fa.
La conciliazione giudiziale ha definito ogni controversia senza riconoscere responsabilità né fondatezza delle pretese. Gli avvocati Francesco Macario, Luciano Ancora e Roberto Eustachio Sisto, in una nota congiunta, dichiarano: “Dopo oltre vent’anni e senza che ci sia mai stata alcuna condanna né penale né civile a carico dell’onorevole Raffaele Fitto, si conclude una vicenda che, in sede civile, sarebbe durata ancora per diversi anni. A fronte di iniziali ingenti richieste, abbiamo definito un’intesa che prevede il versamento di una somma da noi destinata come contributo alle spese legali sostenute dall’ente, senza alcun riconoscimento di responsabilità. Su questa lunghissima vicenda oggi scriviamo definitivamente la parola fine”.
La Regione Puglia, attraverso il pagamento di 170mila euro, riceve un risarcimento per i danni derivanti da un processo che ha visto l’ex presidente magliese coinvolto in un’inchiesta che non ha portato a condanne. L’accordo, raggiunto in sede civile, segna la conclusione definitiva di una vicenda che ha visto la Regione e Fitto contrapposti in un contesto di tensioni legali e di contestazioni di fatti risalenti a diversi anni fa.



