Il premier britannico Andy Burnham ha rilanciato il dibattito sul ritorno dell’Inghilterra nell’Unione Europea, dopo dieci anni di Brexit. La decisione, annunciata durante il congresso del Partito Laburista, ha suscitato reazioni positive da parte di Paesi come Francia e Spagna, che hanno espresso un “welcome back”. La Brexit, una volta considerata una scelta definitiva, è tornata a essere politicamente discutibile, segnando un cambiamento significativo nella posizione del Regno Unito.
Le opzioni sul tavolo
Il governo britannico, guidato da Burnham, ha messo sul tavolo diverse opzioni per un eventuale rientro nell’UE, tra cui l’adesione piena, l’unione doganale o l’accesso al mercato unico. Queste alternative, che non erano mai state menzionate da un leader laburista in precedenza, saranno discusse durante un vertice UE-Regno Unito previsto entro fine anno. La Commissione europea, però, non intende aprire un negoziato finché Londra non avrà chiaro cosa intenda chiedere.
Un cambiamento di rotta
La posizione del Regno Unito è cambiata in modo significativo rispetto al 2025, quando fu firmato un “reset” tra Londra e Bruxelles. L’accordo del 2025 aveva fissato un confine preciso: niente mercato unico, niente libertà di movimento. Oggi, invece, Burnham ha aperto la porta a nuove possibilità, segnando un passo indietro rispetto alle posizioni del passato. La Brexit, una volta considerata una scelta definitiva, è tornata a essere un tema dibattuto. Secondo i sondaggi, circa il 57% dei britannici considera la Brexit un errore, e il 55% degli elettori si dichiara favorevole a un rientro nell’UE in un ipotetico referendum. Bloomberg Economics stima che la Brexit abbia costato circa il 2,5% del PIL, pari a 30 miliardi di sterline l’anno. Questi dati, uniti a un quadro internazionale in cui il Regno Unito si sente più isolato, hanno reso l’UE un’opzione più attraente per Londra.
Nonostante il cambiamento di posizione, il percorso per un eventuale rientro nell’UE è lungo e complesso. Anand Menon, direttore del think tank UK in a Changing Europe, ha ridimensionato la portata del dibattito, sottolineando che Burnham ha solo detto che adesso si parla di questa possibilità. Un’adesione richiederebbe anni e un negoziato complesso, con le condizioni fissate dall’Unione. In patria, il vicecapo di Reform UK, Richard Tice, ha accusato Burnham di voler riportare il Paese a Bruxelles “dalla porta di servizio”. Per ora, il dibattito rimane all’interno del Partito Laburista e del vertice UE-Regno Unito, che è ancora da fissare. Le opzioni di Burnham, per diventare qualcosa di più concreto, dovranno passare attraverso questi passaggi. Il Regno Unito, dopo dieci anni di Brexit, sembra essere tornato a considerare l’UE come un’opzione reale, ma il futuro resterà da decidere.



