La Tuscia, in particolare la zona del Viterbese, registra un incremento nella presenza dei lupi, ma non si parla di allarme. È quanto ha sottolineato Massimo Merlani, vicecomandante della polizia provinciale di Viterbo. L’aumento, pur reale, non è accompagnato da segnalazioni ufficiali né da denunce formali, ma si basa su testimonianze informali da parte di cacciatori e proprietari di terreni. La situazione, seppur in crescita, non rappresenta un’emergenza, ma una trasformazione graduale dell’ecosistema locale.
La crescita dei lupi e il ruolo dei cinghiali
Secondo Merlani, l’aumento dei lupi nella Tuscia è legato all’incremento della popolazione di cinghiali, animali che costituiscono la principale fonte di alimentazione per il lupo. La presenza di questi ungulati, in aumento a causa di una gestione non sempre adeguata, ha creato un ambiente favorevole alla riproduzione dei lupi. “La situazione si è modificata perché l’aumento effettivo c’è, esattamente come si registra a livello nazionale”, ha spiegato il vicecomandante. “Su questa crescita incide in maniera determinante la presenza di tantissimi cinghiali. Si tratta di un fattore di alimentazione che è migliorato sensibilmente, permettendo ai lupi di riprodursi meglio”.
Non ci sono segnalazioni ufficiali né denunce formali. Merlani ha confermato che, negli anni di attività sul territorio, aveva visto il lupo quattro o cinque volte, mentre adesso capita di vederlo più spesso. “Personalmente avevo visto il lupo quattro o cinque volte in tantissimi anni di attività sul territorio, mentre adesso capita di vederlo più spesso proprio per via di questo incremento demografico”, ha detto. Tuttavia, non si parla di emergenza, ma di una semplice evoluzione naturale.
Avvistamenti più frequenti, ma non emergenze
Se prima l’avvistamento di un lupo rappresentava un evento raro, oggi si registra una maggiore frequenza. Merlani ha sottolineato che, nonostante la proliferazione di scatti e testimonianze, parlare di emergenza resta un errore di prospettiva. “Parlare di emergenza resta un errore di prospettiva”, ha ribadito. “Non c’è un allarme lupi, questo va detto con assoluta certezza. C’è un aumento della popolazione”. La mappa delle segnalazioni raccolte dagli agenti non riserva grandi sorprese geografiche. I lupi si muovono lungo i corridori ecologici che da sempre costituiscono il loro habitat naturale nel Viterbese. “Le segnalazioni arrivano dai quadranti dove questi animali sono storicamente sempre stati presenti”, ha concluso Merlani. “Parliamo della bassa Tuscia, in particolare lungo la direttrice tra Monte Romano, Blera e Barbarano Romano, e dell’alta Tuscia, nella fascia compresa tra i territori di Bagnoregio e Acquapendente”.
La presenza dei lupi nella Tuscia impone attenzione e prevenzione per le aziende agricole, ma non sgombra il campo da facili allarmismi. Il lupo, pur in aumento, continua a fare il lupo, regolato dai ritmi della natura e dalle sue prede. La situazione, seppur in crescita, non rappresenta un rischio immediato, ma una realtà che richiede una gestione attenta e rispettosa del territorio. La polizia provinciale, con il suo ruolo di vigilanza venatoria e tutela ambientale, monitora la situazione con costanza, senza però registrare segnalazioni ufficiali di emergenza. La presenza dei lupi non è un fenomeno improvviso. Merlani ha chiarito che non si tratta di un’invasione improvvisa, ma di una trasformazione graduale dell’ecosistema locale che si inserisce all’interno di una dinamica più ampia, comune a molte altre zone d’Italia. “Non c’è un allarme lupi, questo va detto con assoluta certezza”, ha ribadito. “C’è un aumento della popolazione, ma non un’emergenza”.
La situazione, seppur in crescita, non impone un cambiamento radicale nella gestione del territorio, ma richiede una collaborazione tra cacciatori, allevatori e autorità locali per garantire un equilibrio tra conservazione e protezione. La polizia provinciale, con il suo ruolo di vigilanza, continua a monitorare la presenza dei lupi, ma senza registrare segnalazioni ufficiali di emergenza. La natura del lupo non è cambiata. Merlani ha sottolineato che il lupo si muove lungo i corridoi ecologici che da sempre costituiscono il suo habitat naturale nel Viterbese. “Non c’è un allarme lupi, questo va detto con assoluta certezza”, ha concluso. “C’è un aumento della popolazione, ma non un’emergenza”.
La Tuscia, con il suo equilibrio naturale, continua a ospitare i lupi, ma senza alcun rischio per la popolazione umana. La presenza dei lupi, pur in aumento, rimane un fenomeno legato alla natura e alla gestione



